Pericolo soppressione eurostar per l'Umbria

di Fa.To.

«Assoluta contrarietà» per i paventati tagli di numerosi servizi EuroStar  che collegano Ancona e Perugia con Roma e per l’altrettanto numerosa prevista riclassificazione di molti servizi Eurostar in IterCity,  è stata espressa dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e dall’assessore regionale ai trasporti, Silvano Rometti in una lettera indirizzata all’ad di Fs Mauro Moretti.

Il rischio Trenitalia si appresterebbe a declassare i treni Eurostar e Intercity, eliminando alcune corse tra Ancona e Roma. In particolare sarebbe emersa l’intenzione di abolire il treno da Roma per Ancona delle 19.32 che porta in Umbria una enorme quantità di gente che rientra dal lavoro.

La lettera a Moretti Nella nota, Marini e Rometti hanno infatti evidenziato che, se confermato, il provvedimento procurerà  «un inevitabile danno per l’intero territorio regionale e genererà forti disagi per numerosissime famiglie che si vedranno costrette a stravolgere i ritmi di vita, rendendo sempre più difficile conciliare il lavoro con gli impegni familiari. Ai pendolari, la cui attività dipende in modo decisivo dalla disponibilità di questa tipologia di servizi di trasporto, più veloci e qualitativamente più adeguati a contenere il disagio legato alla necessità di spostamento verso la Capitale per motivi di lavoro o di studio – sottolineano la presidente e l’assessore -, devono essere garantiti questi collegamenti.  Pur in un momento di difficoltà come quello attuale, con i tagli lineari che hanno colpito anche il settore dei trasporti, occorre ribadire che il settore non può essere oggetto di  questo tipo di interventi. Anzi – sostengono – il comparto dovrebbe costituire una delle priorità per l’importante ruolo sociale che svolge, come la Conferenza delle Regioni ha recentemente indicato al neo presidente del consiglio Mario Monti».

Decisioni inammissibili Nella nota, la presidente e l’assessore, pur prendendo atto che questi treni non fanno parte del Contratto di servizio regionale, hanno ribadito «l’inammissibilità delle decisioni assunte dalla Divisione passeggeri nazionale/internazionale di Trenitalia, in quanto ciò è avvenuto in totale autonomia e senza alcuna preventiva concertazione con la Regione Umbria. Pertanto – concludono – la giunta regionale si riserva di ricorrere a qualsiasi strumento utile per opporsi e scongiurare questa eventualità».

Pdl ternano contro Anche gli esponenti del Pdl di Terni protestano contro la paventata soppressione e il declassamento di alcuni treni che collegano l’Umbria con la capitale: «Provincia e regione – dicono – devono impedire che i pendolari ternani vengano ulteriormente penalizzati».

Coro di no «Il presidente Polli rompa gli indugi e pretenda dalla regione una posizione chiara sui problemi dei collegamenti ferroviari da e per Roma». Così il consigliere provinciale Francesco Abbate (Pdl) sul rischio di nuovi disagi per i pendolari. «Bisogna evitare qualsiasi possibile isolamento dell’Umbria e di Terni – prosegue Abbate – Non ci sarà sviluppo per questo territorio se la regione consentirà a Trenitalia di assumere decisioni in modo unilaterale, con scelte che colpiscono la qualità della vita di migliaia di cittadini e lavoratori». Senza una schiarita, il consigliere non si sente di escludere «eventuali azioni legali nei confronti di Trenitalia».

Pressioni sul ministero Sul tema è intervenuto anche Raffaele Nevi, capogruppo del Pdl a palazzo Cesaroni. «Mi ha fatto piacere sapere dall’assessore Rometti che la regione si è già attivata scrivendo alla direzione di Trenitalia. Voglio sperare – aggiunge – che l’intervento regionale non si limiti ad una burocratica lettera ma che si facciano pressioni sul ministero, a livello politico, per evitare di complicare ancora di più la vita di tanti pendolari che, loro malgrado, devono recarsi nella capitale a lavorare».

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