di Marta Rosati

«Col potenziamento del Corpo di polizia locale, ci sarà personale sufficiente per visionare in tempo reale le immagini girate dalle telecamere di videosorveglianza». Parola di Riccardo Corridore e Raffaello Federighi, rispettivamente vicesindaco e coordinatore provinciale Ap Terni. Una buona notizia per la sicurezza, probabilmente anche quella percepita. Il tema in città è caldo, anzi caldissimo. Lo dimostrano i messaggi che provengono dai residenti in centro e ora a ‘parlare’ sono anche le vetrine dei negozi. «I commercianti – osservano da Alternativa popolare – giustamente si rivolgono al Prefetto, perché il Comune, in questo ha un ruolo marginale. Tuttavia – rivendicano – l’amministrazione ha messo in campo azioni concrete».

Telecamere ed esercito sono la risposta Alle preoccupazioni dei ternani il Comune risponde con nuovi occhi elettronici: «Sono state già installate 22 telecamere e 32 lo saranno nel coro dell’anno». Ma c’è anche la vigilanza privata per le vie del centro. Già, ma quello è un progetto targato Unicusano; i dati non saranno disponibili prima di un anno di sperimentazione e intanto quelli parziali, se il Prefetto li vuole (come avrebbe richiesto), deve rivolgersi all’ateneo. Palpabile la maretta col Palazzo del governo perché in coferenza stampa, mercoledì mattina, Corridore fa riferimento al fatto che le guardie particolari giurate avrebbero dovuto coordinarsi con le forze dell’ordine e che Palazzo Spada avrebbe richiesto la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ma sarebbe in attesa di riscontro.

Sicurezza «Terni non è una città tranquilla – tiene comunque a sottolineare Corridore -. Siamo a disposizione delle autorità per collaborare verso la risoluzione delle criticità. Il prefetto può star tranquillo». Poi ecco Federighi: «La sicurezza non è un argomento da salotto ma un prerequisito indispensabile per la vivibilità della città. Se non c’è, non può esserci sviluppo, turismo.. ma è una condizione multifattoriale; è di competenza dello Stato. Sul territorio la esercita il comitato presieduto dal Prefetto. Al Comune spettano compiti residuali e l’ente collabora lealmente con le forze di polizia e si fa carico di contibuto di pensiero. Non appena abbiamo avuto libertà economica col bilancio preventivo abbiamo operato delle scelte, privilegiando la sicurezza. Anche perché nel coprso del nostro mandato intendiamo lasciare il segno. Tra le altre cose – avverte – abbiamo anche sottoposto all’attenzione del comitato per l’ordine pubblico la possibilità di aderire al progetto strade sicure, che prevede la possibilità di forze armate in aree densamente popolate».

Strade sicure E sul punto via a un teatrino che segue quello di pochi istanti prima in commissione. Prima a farne le spese i sindacati; poi i giornalisti. Nel pieno della conferenza stampa infatti, a intervenire con una domanda prima degli operatori dell’informazione ci ha pensato il capogruppo di Foprza Italia Francesco Maria Ferranti che, chiedendo con insistenza se fosse stata inoltrata al Viminale la richiesta di attivazione di ‘Strade sicure’ ha trovato la ferma replica degli esponenti Ap sul fatto che quello spazio fosse dedicato ai giornalisti. Il tono delle voci si è alzato sempre più fino al punto che Corridore e Federighi hanno scelto di interrompere la conferenza e ritirarsi nelle proprie stanze. A riportarli nell’aula consiliare la mediazione di Sebastiano Pasero dell’ufficio stampa. Tuttavia, quando una giornalista ha fatto propria la domanda del consigliere Forzista, Federighi prendendosi gioco della stampa ha finto di non sentire e Corridore ha promesso una nota a margine sul tema, prontamente inoltrata. I risultati sulla sicurezza dunque si vedranno strada facendo, intanto il teatrino è sempre garantito.

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