Un elettrodo di grafite (foto archivio Rosati)

«Per questa volta – scrivono dal gruppo Tutti per Narni – non abbiamo grandi rimostranze da fare al sindaco, se non la sbavatura riguardo la gestione  della vicenda, che deve passare da adesso in poi esclusivamente attraverso la sua figura e per aver troppo presto lo scorso anno dato per ben avviata la partita dell’ex Sgl-Carbon». Partita che, di recente, ha fatto registrare la richiesta di restituzione degli immobili e dei fabbricati da parte della Sgl nei confronti di Elettrocarbonium, coi vertici che hanno poi sbottato.

Tutti per Narni Secondo il gruppo guidato dal consigliere Gianni Daniele «i colpevoli vanno ricercati nelle istituzioni sovracomunali, in particolare – scrivono – la Regione, i parlamentari di maggioranza e il governo nazionale che non hanno  definito  strategico il mantenimento del sito di Narni. Aldilà dei fatti contingenti – proseguono – questa mancanza va colmata, il governo nazionale assuma con forza la difesa dell’unico stabilimento italiano che produce elettrodi  definendolo  strategico agli interessi della politica industriale nazionale. Questo – chiosano – va fatto velocemente per mantenere una produzione di qualità al passo coi tempi». Per la giornata di martedì è previsto un tavolo al Mise.

Ex Sgl-Carbon «I principi  che il nostro gruppo vuole rappresentare in merito a questa dolorosa vicenda sono la salvaguardia del lavoro in primis, con la tutela dei diritti dei lavoratori, poi la bonifica completa da parte della vecchia proprietà  del sito. Se la libertà – aggiungono –  è quella di essere governati dalle multinazionali, se questa è l’Europa allora preferiamo  cominciare a pensare se in realtà non siamo tutti vittime di un grande inganno. Per quelle che sono le  nostre possibilità, quelle di una forza di opposizione, esprimiamo solidarietà agli operai e disponibilità a tenera alta la guardia sugli sviluppi della vicenda».