L'assessore regionale Franco Tomassoni in Consiglio comunale a Terni

di Fabio Toni e Marco Torricelli

Niente da fare. Non ce la fanno. Il tema era uno – la localizzazione definitiva della sede della Asl 2 – ma siccome siamo in campagna elettorale, si è trovato il modo per farla pure in questa occasione. E, insomma, alla fine ognuno si è votato il suo atto di indirizzo. La maggioranza il suo e la minoranza pure, con un correttivo in corsa: visto che il grupp Pdl ha risolto i dubbi che erano sorti quando ne era circolata una copia messa a punto dagli altri di centro-destra e nella quale non appariva. Unica cosa su cui sono stati tutti d’accordo è stata la richiesta del mantenimento della sede a Terni. Ma, come detto, ognuno a modo suo. Con buona pace di chi insiste nel dire che l’unione fa la forza.

La maggioranza Vari e articolati gli interventi dei consiglieri di centro-sinistra, anche se con parecchi e duri distinguo e a qualcuno – l’effetto diretta televisiva e streaming ha il suo peso – è pure slittata la frizione. Come a Claudio Campili (ex Prc, eletto nell’Idv alle ultime amministrative), che in perfetto slang della ‘conca’ se n’è uscito con un «qui o se fuma, o se scoccia la pipa; perché mica, pure stavolta, se vorrà lamentà l’ortica», lamentando l’atteggiamento della regione, quello troppo remissivo della giunta comunale e minacciando poi, per l’ennesima volta, di «passare all’opposizione».

La minoranza Decisamente polemici nei confronti della giunte, quella comunale e anche quella regionale, gli interventi dei rappresentanti della minoranza che, dopo aver denunciato che «la nomina dei direttori e dei dirigenti è molto spesso palesemente legata a logiche di potere politico», nell’atto di indirizzo finale, chiedono un pronunciamento, rapido, definitivo e comunque «non dopo la campagna elettorale», sulle intenzioni relative alla localizzazione della sede dell’Asl 2; ma chiedono anche «le dimissioni di sindaco e giunta nel caso in cui la regione decida per il suo trasferimento».

L’assessore Franco Tomassoni ha subito infilato i piedi nel piatto, provocando qualche mugugno: «In giunta abbiamo sempre difeso Terni – ha detto – anche quando in regione si parlava, e pure qualche rappresentante ternano era d’accordo, di un’unica azienda sanitaria regionale». Poi la faccenda all’ordine del giorno: «La legge dice che la proposta di localizzazione della sede Asl può venire anche dalla regione, ma sempre confrontandosi con i sindaci». Cosa nota, come quella relativa al fatto che «la sede provvisoria, come del resto è provvisoria quella di Perugia, resta a Terni, ma direi che nessuno potrà ignorare che questo consiglio comunale, pur nelle differenze impostazioni che ho notato oggi – ha girato il coltello nella piaga Tomassoni – manda un messaggio chiaro, che è quello della richiesta di mantenere la sede della Asl 2 a Terni».

La promessa Poi un annuncio, che somiglia tanto ad uno zuccherino: «La giunta ha garantito la costituzione dell’azienda universitaria a Terni e ha già anticipato 6 milioni nel 2011. Ora siamo riusciti a sbloccare una parte dei fondi dell’ex articolo 20 e mercoledì andremo a Roma dove ci proporranno una riduzione rispetto agli 84 milioni previsti, ma sicuramente la priorità sarà quella di impegnare quello che otterremo su Terni. Questo è un impegno formale: la questione sarà dunque sbloccata nel più breve tempo possibile».

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