di D.B.
Come i tre Re Magi alla ricerca della luce spirituale Eros Brega, Luca Barberini e Andrea Smacchi, l’ala cattolica di rito bocciano del Partito democratico in Consiglio regionale, sui temi che interessano il mondo cattolico si muovono sempre più all’unisono seguendo la stella cometa. E così è bastata l’intervista rilasciata al Messaggero Umbria dal vescovo di Terni Paglia, in cui si invoca l’inserimento nello statuto regionale dei santi Francesco e Benedetto, per fornire ancora una volta a Brega, Smacchi e Barberini l’occasione di occupare politicamente uno spazio.
Brega: sì all’inserimento nello statuto A dare il via alle danze, in uno schema ormai oliato che manco Didì-Vavà-Pelè, è il presidente del Consiglio Brega: «Il rispetto della laicità delle istituzioni e il richiamo a San Francesco e San Benedetto nello statuto della Regione – dice in una nota – possono convivere, senza escludersi l’una con l’altro, ma rafforzando l’identità dell’Umbria quale culla dei due santi e dei principi della pace, del dialogo, del rispetto delle culture». Sullo sfondo poi non va dimenticata l’importantissimo appuntamento di ottobre ad Assisi, quando Benedetto XVI pregherà per la pace insieme ai leader delle altre religioni come fece Giovanni Paolo II 25 anni fa. Una visita che «potrebbe essere l’occasione – spiega ancora Brega – per dare una maggiore caratterizzazione alla nostra regione, richiamando nello statuto San Francesco e San Benedetto, due testimoni di civiltà e di pace. Non si tratta di sostenere una questione spirituale, né politica. Si tratta, invece, di riconoscere e valorizzare la regione nelle sue radici culturali piu’ profonde e darle una dimensione sovraterritoriale».
Smacchi: in calendario quanto prima La palla a questo punto passa ad Andrea Smacchi, presidente proprio della commissione speciale per le riforme statutarie, sollecitato da Brega affinché il tema sollevato da Paglia trovi attenzione in commissione. Il richiamo «importante» di monsignor Paglia per Smacchi «avvalora la volontà di elaborare una proposta che consenta di inserire nello statuto regionale i valori fondanti dei messaggi di San Francesco e San Benedetto. La questione è delicata e verrà messa in calendario quanto prima per avere più tempo possibile per esaminarla».
Barberini: proposta condivisibile Da ultimo il consigliere regionale del Partito democratico, Luca Barberini, ritiene «giusta e profondamente condivisibile» la proposta lanciata dal presidente della Ceu. Secondo Barberini l’integrazione alla Carta regionale si rende necessaria «per definire ancor meglio quelle radici di pace, e tolleranza che rappresentano un valore sempre vivo e attuale lasciatoci dalla testimonianza umana e religiosa dei due santi umbri».
Monacelli e Laffranco Sulla questione, nel pomeriggio, sono intervenuti anche Sandra Monacelli, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, e il vicecoordinatore regionale del Pdl Pietro Laffranco. Secondo la Monacelli quello di Paglia «rappresenta un invito opportuno e condivisibile nell’accelerazione del processo di revisione dello Statuto regionale, che nella sua approvazione era rimasto schiacciato da un falso concetto di tolleranza e più ancora da una ingiustificata deriva laicista». Ricordando poi la prossima visit di Benedetto XVI l’esponente dell’Udc sostiene come «di fronte a tutto ciò stride fortemente la mancata caratterizzazione, o forse sarebbe meglio dire la negazione, nello statuto regionale dell’Umbria, dei riferimenti ai santi Benedetto e Francesco». «Non ho dubbi – dice infine Laffranco – che il gruppo consiliare del mio partito in Consiglio regionale sosterrà con decisione la proposta di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Cei umbra, di modifica dello Statuto regionale per inserirvi un richiamo ai Santi Benedetto e Francesco». Una maggioranza più che sufficiente per modificare lo statuto.
