La proposta Monacelli probabilmente in Aula il primo febbraio

di Daniele Bovi

La battaglia sull’inserimento nello Statuto regionale delle figure di San Francesco e San Benedetto va avanti nonostante l’amarezza mostrata lunedì dal vescovo di Terni Vincenzo Paglia, che ha denunciato gli «strattonamenti» subiti da quella che, secondo il presidente della Ceu, «voleva essere solo una considerazione di valore storico: purtroppo ho notato che l’hanno fatto diventare un fatto ideologico e quindi l’hanno rovinata». Durante la riunione di martedì pomeriggio della Commissione regionale Statuto infatti, è andata in scena la spaccatura del centrosinistra, diviso sul tema e costretto ad un rinvio tattico sull’esigenza di porre in discussione in via prioritaria la proposta di legge della Monacelli. Un rinvio tattico che non toglie però dal piatto il problema strategico.

La mossa dell’opposizione La commissione ha votato a maggioranza per il rinvio dopo quello che, in una nota di Palazzo Cesaroni, viene definito «un breve ma intenso confronto tra commissari di maggioranza e di opposizione sulla esigenza o meno di porre in discussione in via prioritaria la proposta di legge sulla indicazione dei santi nello Statuto regionale». Ed è sfruttando un articolo (il 31) del regolamento interno del Consiglio regionale che le opposizioni, con Monacelli (Udc) e Nevi (Pdl), vanno all’attaco chiedendo al presidente del Consiglio Brega di portare la discussione sulla proposta Monacelli direttamente in aula il primo febbraio. Una mossa tutta politica per far emergere con ancora più nettezza, facendo uscire la proposta dalla sala «ovattata» della commissione a quella ben più in vista del Consiglio, i maldipancia del centrosinistra sul tema.

Nevi e Monacelli: sono allo psicodramma In precedenza Comunisti italiani e Socialisti, con Carpinelli e Buconi, hanno messo in discussione la necessità stessa di procedere a una revisione profonda della carta fondamentale dell’Umbria, non solo in merito alla ormai nota polemica sui santi, ma anche riguardo alla trasformazione del Consiglio in Assemblea legislativa. Il primo ha chiesto di «verificare l’esigenza» delle modifiche, mentre il secondo vorrebbe preliminarmente discutere della questione in una riunione di maggioranza. Una situazione che fa dire a Nevi e Monacelli che quello andato in scena oggi tra le file del centrosinistra è «uno psicodramma». «Addirittura la sinistra radicale – sostengono i consiglieri in una nota – con il supporto dei Socialisti ha messo in discussione la stessa revisione dello Statuto. Stante questa situazione il Pdl e l’Udc hanno lasciato la commissione prendendo atto della recita all’infinito di due parti in commedia».

Smacchi: occorre unità e serenità Un richiamo ecumenico all’«unità» e alla «serenità» è poi arrivato dal presidente della Commissione statuto Smacchi quando però la frittata era ormai fatta, con una commissione che non è riuscita a votare il proprio programma operativo: «Occorre evitare – ha precisato Smacchi – che sulle singole proposte, legittimamente avanzate, ci si divida, e che queste siano utilizzate per un confronto che su questioni come quella dei Santi non devono prestarsi a scontri ideologici né tanto meno a posizioni strumentali, da qualsiasi parte esse vengano. Un Consiglio regionale ideologicamente diviso – ricorda infine Smacchi –  non può produrre esiti positivi in un campo delicatissimo come quello delle riforme statutarie».

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