di Daniele Bovi
È stato il nuovo piano sanitario il piatto forte del vertice di maggioranza andato in scena venerdì mattina a Palazzo Donini, sede della giunta regionale. Presenti, oltre alla presidente Donatella Tesei, all’assessore Luca Coletto e al direttore della Sanità Massimo Braganti, i vertici dei partiti e i consiglieri regionali. A loro sono state spiegate le linee generali di quello che sarà uno degli atti chiave della legislatura e uno dei più delicati dal punto di vista politico.
La comunicazione Il dossier è in gestazione da lungo tempo e la giunta non si è sbilanciata su quando su quando procederà con la preadozione, che potrebbe però arrivare – forse – entro la fine dell’anno. Da lì partirebbe la prevista e lunga fase di partecipazione con tutti i soggetti coinvolti e il percorso in consiglio regionale, dalle commissioni all’aula; un iter per il quale serviranno mesi. Nel corso dell’incontro tra i diversi punti è emersa una preoccupazione: quella della comunicazione, o meglio, di come comunicare in modo corretto ed efficace le scelte fatte al mondo della sanità e in generale ai cittadini; il timore, infatti, è quella di non farlo correttamente su un tema delicatissimo come quello della sanità.
RICERCA E NUOVE CURE, IN UMBRIA SI LAVORA ALL’IRCCS
I dodici punti Dalle liste d’attesa alla medicina di territorio sono diversi i punti che formano il nuovo piano e che si muovono anche sulla scorta di quanto indicato a livello nazionale. Nel marzo scorso la giunta ha approvato le dodici linee strategiche che saranno il cardine del piano e che vanno, se confermate, dall’accorpamento dei distretti sanitari alla capacità di spendere l’enorme mole di fondi UE, dalla squadra dedicata alla gestione dei progetti a una governance centrale più forte, dalla miglior presa in carico dei pazienti cronici fino a sanità digitale, istituzione dell’Irccs, hospice da portare in tutto il territorio e non solo. Il tutto mentre sullo sfondo rimane anche la vicenda della nuova convenzione con l’Università che, dopo molti annunci, non ha ancora ricevuto il via libera.
LE 12 LINEE STRATEGICHE DEL NUOVO PIANO SANITARIO
Melasecche Dopo la riunione sul piano a Palazzo Donini venerdì tra la presidente e i vertici della Lega si è parlato ancora del caso che riguarda Enrico Melasecche. Dopo l’incontro romano di giovedì con Matteo Salvini il percorso sembra segnato: l’assessore lascerà il posto da consigliere, permettendo così alla caparviana Manuela Puletti (prima dei non eletti) di entrare in aula, con il centrosinistra già pronto a sparare a palle incatenate contro l’aumento dei costi che ciò comporterà. Melasecche poi dovrebbe essere riaccolto nella Lega e avere rassicurazioni sul fatto che – tolto il paracadute del posto in aula – nessuno metterà in discussione la sua posizione in giunta. Insomma, la sparata ferragostana – il roboante siluramento di Melasecche con annessa messa in discussione della linea dell’esecutivo e della presidente – ha partorito politicamente un topolino: Tesei infatti non tocca gli equilibri della sua giunta mentre il segretario della Lega Caparvi, dopo l’uscita di agosto, si ritrova con un Melasecche al suo posto e un consigliere in più in aula. Bottino magro.
MELASECCHE VERSO LE DIMISSIONI DA CONSIGLIERE
I medici di famiglia Giovedì intanto a Palazzo Cesaroni in commissione Sanità, presieduta da Eleonora Pace (FdI), è andata in scena l’audizione con i rappresentanti della Fimmg, la Federazione italiana medici di famiglia. Alla seduta, oltre al presidente dell’assemblea Marco Squarta, ha partecipato anche il direttore regionale della Sanità Massimo Braganti. I medici hanno chiesto di puntare sulla medicina del territorio e di investire risorse sul personale medico che lavora a stretto contatto con le persone, ben conoscendo problematiche, aspettative e difficoltà. La Federazione ha chiesto poi che si vada incontro ai bisogni delle persone, che si investa sui collegamenti in rete e sullo scambio di informazioni.
I team Preoccupazione è stata espressa per la carenza di personale e, in diversi casi, anche per la sicurezza degli operatori sanitari. I camici bianchi hanno poi sottolineato l’importanza di essere coinvolti e responsabilizzati a proposito delle scelte fatte con il Pnrr, un piano «fermo su affermazioni di principio generiche e prive di una proposta incisiva che, a fronte della dichiarata volontà politica, affronti con decisione una svolta nella programmazione dei finanziamenti». La Fimmg propone di investire sui team di assistenza primaria, una unità (composta da medico di famiglia a cui ogni studio di medicina generale dovrà tendere al fine di garantire la capillarità della risposta assistenziale, l’accessibilità per la popolazione anziana e la domiciliarità per chi non è in grado di recarsi presso lo studio medico.
Twitter @DanieleBovi
