«No a qualsiasi ingerenza sulla nomina dei commissari per le aziende sanitarie e ospedaliere». Il giorno dopo l’interrogazione del senatore leghista Luca Briziarelli al ministro della Sanità Giulia Grillo, l’assessore regionale Antonio Bartolini attacca spiegando che «non rientra affatto nei canoni della correttezza la strumentale interrogazione del senatore, e bene ha fatto il ministro a rimarcare le prerogative della Regione nella nomina dei commissari. Ricordo che la giunta, per quanto attiene le nomine è nella pienezza dei suoi poteri, come ormai assodato da una consolidata giurisprudenza». Bartolini ha rimarcato poi «la correttezza dell’azione sin qui messa in campo dal ministro, che ci ha supportati, su nostra esclusiva richiesta, nella delicata fase di nomina del commissario per l’Azienda ospedaliera di Perugia, Antonio Onnis».
GRILLO: «MINISTERO NON PUÒ INTERVENIRE»
No a forzature Bartolini sostiene che Briziarelli abbia provato a «forzare le regole democratiche» e che la giunta «procederà alla nomina dei commissari delle altre aziende sanitarie umbre – che hanno caratteristiche oggettive e soggettive assolutamente estranee alle peculiarità dell’Azienda ospedaliera di Perugia – nel rispetto delle regole e dei tempi di legge». E proprio riguardo ai tempi, l’assessore assicura che tutti gli incarichi non andranno oltre il termine stabilito per Onnis, cioè 60 giorni dopo l’insediamento della nuova giunta. «Ho particolarmente apprezzato – aggiunge Bartolini – le parole del ministro a proposito del ‘principio della leale collaborazione tra istituzioni, accolto favorevolmente dalla Regione Umbria’, che ha portato alla individuazione di Onnis».
La sentenza «In caso di ulteriori necessità – conclude – utilizzeremo gli spazi del protocollo stipulato che vanno oltre la nomina dei Commissari delle altre Aziende sanitarie e ospedaliere ispirandoci a quei principi, ma senza rinunciare né derogare a tutte le nostre prerogative e responsabilità». Sempre sul fronte sanità, nelle ultime ore è arrivata la sentenza del Tar dell’Umbria che «ha confermato – spiega Palazzo Donini – la correttezza dell’operato della Regione Umbria, in merito al ricorso che era stato presentato da una società di servizi sanitari accreditata presso il Servizio sanitario regionale, che contestava alla Usl 2 di aver prorogato precedenti accordi, e di non aver indetto alcuna selezione tra gli operatori accreditati, basata su l’effettuazione di procedure comparative per l’individuazione degli operatori accreditati e autorizzati con i quali stipulare accordi contrattuali».
