Scontro in aula «sull’operazione verità» dei conti del sistema sanitario umbro tra l’ex presidente Donatella Tesei e l’assessore Tommaso Bori. Il botta e risposta si è consumato durante il question time di giovedì mattina quando è stata discussa l’interrogazione a risposta immediata delle opposizioni sulla scelta della giunta regionale di affidare a una società privata una maxi ricognizione sullo stato di salute del bilancio della sanità umbra, più tecnicamente la nomina di «un advisor per l’assessment economico, finanziario e patrimoniale del sistema sanitario della Regione Umbria». I risultati sono attesi entro il 30 aprile.
L’atto ispettivo è stato illustrato direttamente da Tesei che ha evidenziato l’impegno economico di Palazzo Donini in favore della società privata, che varrà «massimo 140 mila euro oltre Iva», definendolo «un inutile aggravio di spesa», alla luce della decisione presa a fine 2022 dalla giunta guidata proprio da Tesei di «approvare la proposta Agenas per il supporto tecnico operativo alla Regione nelle attività di analisi e monitoraggio della spesa sanitaria per il triennio 2022-2024 delle aziende sanitarie al fine di evidenziarne criticità e delinearne azioni e interventi da attuare per il loro superamento».
Il patto con Agenas, che è un’agenzia pubblica, ha «previsto un costo a carico della Regione di 300 mila euro – ha sottolineato Tesei – di cui 100 mila nel 2022, 150 mila nel 2023 e 50 mila per le attività previste a conclusione nel 2024». Da qui la convinzione del centrodestra che l’incarico a una società privata «sembrerebbe sovrapporsi all’attività svolta istituzionalmente da un soggetto pubblico nazionale preposto peraltro all’effettuazione di detta attività di supporto per le Regioni». Tesei, infine, ha evidenziato che «la Ragioneria generale dello Stato ha certificato che la Regione Umbria presenta al quarto trimestre 2023 un avanzo di 1,1 milioni di euro».
Bori dal canto suo ha definito «l’operazione verità sui conti della sanità» una «scelta normale in qualunque avvicendamento sia per verificare eventuali aree di inefficienza che per porre le basi del nuovo piano sanitario non predisposto dalla precedente giunta». Per l’assessore, poi, l’incarico «l’urgenza di affidare l’incarico è legata anche al risultato economico del sistema sanitario: se quello del quarto trimestre si attestasse in disavanzo si potrebbero avere importanti ripercussioni». Bori, infine, ha anche annunciato che «il lavoro svolto da Agenas, la cui convenzione è scaduta nel 2024, proseguirà nel 2025 su altri aspetti tematici, ancora da definire».
