Tomassoni, Marini e Duca a palazzo Donini (foto archivio Troccoli)
Tomassoni, Marini e Duca a palazzo Donini

di D.B.

Portata a casa la riforma in consiglio regionale, nell’ultima giunta del 2012 la giunta regionale guidata dalla presidente Catiuscia Marini sistema un altro tassello della sanità regionale nominando, giovedì pomeriggio, i direttori generali delle quattro Asl e delle due aziende ospedaliere. Rispettate, secondo quanto comunicato da palazzo Donini con una breve nota, le previsioni emerse nel corso delle ultime settimane: al vertice dell’Azienda ospedaliera di Perugia rimane saldamente al comando Walter Orlandi, mentre a Terni viene inviato (dall’Asl2) Andrea Casciari.

Le nomine Per quanto riguarda le Asl invece, dimezzate da quattro a due dalla riforma della sanità regionale, Giuseppe Legato guiderà quella che si chiamerà Azienda Usl Umbria n.1 (che riunisce le ex 1 e 2, ovvero Città di Castello e Perugia). Al comando di quella 2 (che mette sotto lo stesso tetto il Folignate e il Ternano) ci sarà invece Sandro Fratini, ex numero uno dell’Asl3. Tutte nomine che avranno durata triennale. A parte la nomina di Legato sulla quale ci sono stati in giunta alcuni distinguo, di fronte al restante pacchetto di nomi non sono stati messi ostacoli. Restante pacchetto che prevede da una parte Vincenzo Panella a capo della struttura che si occuperà dell’acquisto di beni e servizi.

Punti nascita e sedi legali Sotto le mani dei direttori delle Asl subito una questione assai delicata come quella della chiusura dei punti nascita. «Ne taglieremo almeno due» ha ribadito anche nella conferenza stampa di fine anno l’assessore regionale alla Sanità Franco Tomassoni, aggiungendo poi che le decisioni saranno prese sulla base di quanto comunicato dai direttori. Gli indiziati principali per un possibile taglio sono i reparti di Assisi e Narni. Nessuna decisione invece la giunta ha preso in merito alle sedi legali delle due rimanenti Asl, questione che nei mesi scorsi ha attanagliato il mondo politico per settimane. La scelta infatti non verrà fatta dall’esecutivo ma arriverà dopo un percorso condiviso con i sindaci della regione: con tutta probabilità, le sedi potrebbero essere quelle di Perugia e Terni (in alternativa a quest’ultima c’è Foligno).

Asili nido familiari Sempre nella seduta di giovedì la giunta ha approvato i criteri di valutazione del bando con cui vengono stanziati 100 mila euro di incentivi per la realizzazione di nidi familiari, destinati ai bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. Bando che prevede la concessione di un contributo a fondo perduto (massimo cinquemila euro) per il finanziamento fino all’80 per cento delle spese da sostenere per l’attività, compresi eventuali investimenti per la riduzione dell’impatto ambientale. La domanda per ottenere gli aiuti potrà essere presentata esclusivamente da donne disoccupate e inoccupate che hanno concluso positivamente l’esperienza di formazione per la gestione dei nidi familiari organizzata dalla Regione.

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