di Daniele Bovi
La riforma della sanità fa il suo primo passo ufficiale. Con una doppia seduta, prima tutta politica e poi «ordinaria», la giunta regionale lunedì mattina ha adottato i due testi di legge che ridisegnano la sanità umbra. L’adozione definitiva avverrà in una prossima seduta ma di fatto il «timbro» di lunedì mattina serve a dare il via a quella fase di concertazione del testo che dovrà concludersi, secondo gli auspici della presidente Catiuscia Marini, entro il 10 giugno. Mentre i provvedimenti saranno trasmessi a palazzo Cesaroni, dove prenderà il via l’iter in Consiglio regionale (prima il voto nelle Commissioni e poi quello definitivo in aula), ad essere coinvolti nella fase di ascolto saranno i sindacati, gli enti locali, i membri del tavolo dell’Alleanza per lo sviluppo e in genere tutti i soggetti interessati. Mercoledì invece, alle 15, la presidente insieme all’assessore alla Sanità Franco Tomassoni illustreranno gli atti nel corso di una conferenza stampa.
La protesta di Ricci E mentre lunedì mattina la giunta cesellava il testo a pochi metri di distanza, nell’aula di palazzo Cesaroni, è andata in scena l’annunciata occupazione simbolica del Consiglio da parte del sindaco di Assisi Claudio Ricci. Il motivo della protesta è noto: benché nel testo non siano esplicitamente indicati, la riforma prevede la chiusura di almeno due punti nascita. Con tutta probabilità si partità da quelli di Assisi e Narni. «Armati» di buona volontà e con delle magliette con una culla e la scritta «No alla chiusura del punto nascita», Ricci insieme a parte della giunta e ad alcuni cittadini si è presentato alle 9.30 in Consiglio. Un sindaco che, seppur disposto a «difendere anche fisicamente» il reparto, è parso tenere una linea più morbida su due capitoli importanti come la trattativa sul Puc2 e la candidatura di Perugia e Assisi a capitale europea della cultura 2019.
La posizione del Pdl Se nei giorni scorsi infatti Ricci aveva minacciato la rottura del patto sulla candidatura in caso di chiusura del punto nascita, lunedì mattina è parso più conciliante dicendosi «disponibile alla costruzione di rapporti collaborativi». In Consiglio hanno fatto capolino anche anche gli onorevoli del Pdl come Rocco Girlanda, Luciano Rossi e Franco Asciutti insieme ad alcuni consiglieri regionali. Una posizione delicata quella del Pdl che se da una parte ha mostrato solidarietà al sindaco, anch’egli del Pdl, dall’altra negli ultimi giorni non ha nascosto il proprio possibile voto favorevole alla riforma in aula.
Difesa fisica «L’Amministrazione comunale di Assisi – ha detto Ricci – difenderà in tutti i modi possibili e consentiti il punto nascita; anche fisicamente. Un punto sanitario che esiste dal 1295 è un patrimonio storico che non si può mettere in discussione. Gli amministrazioni negli anni si avvicendano, ma nessuno può mettere le mani sulla storia della città che ha dato i natali a Francesco e Chiara, testimoni dell’Umbria in tutto il mondo. Difendere il punto nascita di Assisi non è un gesto campanilista; piuttosto è sbagliata la decisione di volerlo chiudere».


Bravo Sindaco e anche se non è la Divina Commedia di Dante si può ben dire che per Assisi è “colui che la difese a viso aperto”!!