La sede della Usl 1

di Daniele Bovi

È Emanuele Ciotti il nuovo direttore dell’Usl Umbria 1. La nomina è stata fatta questa mattina dalla giunta regionale. Ciotti arriva alla guida dell’Usl dopo le dimissioni, nelle settimane passate, di Nicola Nardella. Ciotti, 45 anni, è nato a Cesena e si è laureato a Bologna in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti con specialità in Igiene e Medicina preventiva. Dal 2020 al 2024 ha ricoperto il ruolo di direttore sanitario dell’Ausl di Ferrara, mentre a metà 2024 era stato indicato come nuovo direttore sanitario della Città della Salute di Torino. In passato, Ciotti ha lavorato anche per la Fondazione Gimbe.

SANITÀ, VERIFICA SUI CONTI AFFIDATA A SOCIETÀ ESTERNA

La formazione «Le sue competenze – scrive la Regione in una nota – spaziano dalla gestione sanitaria alla programmazione e riorganizzazione dei servizi, con una grande esperienza sulla sanità territoriale, sulla medicina preventiva e la sanità pubblica. Con il suo lavoro ha contribuito a migliorare i modelli di assistenza sanitaria, sviluppando strategie innovative per ottimizzare i percorsi di cura e l’integrazione tra ospedale e territorio». Palazzo Donini parla in generale di una «formazione solida e multidisciplinare», ricordando un master in Business administration e un dottorato in Sanità pubblica e Medicina del lavoro. Ciotti, impegnato anche nel mondo accademico, vanta «numerose pubblicazioni scientifiche su sanità pubblica, gestione ospedaliera e medicina preventiva e collabora con università italiane e internazionali». 

La Usl 2 Quella di Ciotti non è l’unica nomina in campo sanitario della quale la giunta dovrà occuparsi a breve. All’Usl Umbria 2 infatti c’era Piero Carsili come facente funzioni, poi spostato alla 1 in attesa dell’arrivo del nuovo direttore generale. Tenendo conto dei tempi tecnici collegati all’aggiornamento – deliberato dalla giunta giorni fa – dell’albo dei direttori  generali (nonché quelli dei direttori sanitari e amministrativi), il dg della seconda Usl umbra arriverà al massimo nel giro di un mese. Un effetto domino che in futuro riguarderà anche le aziende ospedaliere di Perugia e Terni.

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