«Fatto gravissimo». Così i consiglieri di minoranza Fabio Laurucci e Diego Diomedi giudicano quanto avvenuto nel Comune di San Gemini, dove «l’assessora Federica Montagnoli – segnalano – ha negato il patrocinio all’aperitivo antifascista dell’Anpi dichiarando che “non è previsto patrocinio per iniziative di carattere politico”». Montagnoli, che alle ultime regionali si è candidata con la Lega, sottoscrivendo il manifesto Pro vita e famiglia, si difende dicendo che l’ente ha comunque «concesso l’uso del teatro e l’occupazione del suolo pubblico gratuiti, ma da regolamento non c’erano i requisiti per il patrocinio», ma non le è piaciuta la denuncia di «silenzio istituzionale» dell’Anpi.

Anpi senza patrocinio L’Aperitivo antifascista dunque ha avuto luogo senza l’appoggio simbolico dell’ente. Tuttavia il patrocinio risulta invece concesso per l’iniziativa in memoria di Norma Cossetto, vittima delle Foibe. Per i due giovani consiglieri quella di Montagnoli è «una dichiarazione inaccettabile: grave errore culturale e istituzionale non saper distinguere tra storia e politica per una professoressa che forma i giovani. L’Anpi non è un partito politico: è l’associazione che custodisce la memoria della Resistenza e difende i valori dell’antifascismo, che sono le fondamenta stesse della Repubblica italiana. Dire che un evento dell’Anpi è ‘politico’ equivale a delegittimare la storia, la Costituzione e il sacrificio di chi ha liberato l’Italia dal fascismo».

La denuncia delle opposizioni «Lo stesso Comune – argomentano – nel frattempo concede e pubblicizza sui propri canali ufficiali l’evento dell’Associazione ’10 Febbraio’. Due pesi e due misure che non hanno alcuna giustificazione e che dimostrano una precisa scelta ideologica. Montagnoli, tesserata della Lega – chiosano Laurucci e Diomedi – si fa così portabandiera del revisionismo storico che la Lega e i suoi esponenti stanno portando avanti in tutta Italia. Un’Assessora alla Cultura che riduce l’Anpi a ‘politica’ si dimostra inadatta al ruolo, perché incapace di rappresentare in modo imparziale i valori culturali e democratici che le istituzioni devono custodire».

Come si difende Montagnoli In una nota, Montagnoli sostiene: «Non abbiamo concesso il patrocinio all’aperitivo antifascista, perché da regolamento comunale non aveva le caratteristiche, poiché si trattava di un aperitivo e non di un evento, non era allegato nessun programma, e la sua promozione sui social aveva caratteri politici». In questo senso, l’assessora cita un post dell’Anpi Centrale umbra Germinal Cimarelli del 29 agosto scorso: «In un momento come questo, nel quale le guerre continuano indisturbate nel silenzio delle istituzioni, come avviene per il genocidio di Gaza, dove un popolo viene lasciato morire di fame e di sete, dove si sta tentando di scacciarlo dalla propria terra, dove gli è stata tolta ogni dignità e diritto umano, la nostra sezione Anpi sente il bisogno di difendere con ancora più forza lo stato di diritto, la libertà e la pace per ogni popolo». Montagnoli, dunque, ha quindi interpretato così: «Qual è l’istituzione principale a San Gemini, dove si svolgeva tale “momento conviviale”, se non il Comune?». Ma è chiaro che in una dimensione internazionale, nel mirino c’è il governo italiano e non l’amministrazione comunale di San Gemini. L’assessora, comunque, si difende: «Noi non siano mai stati in silenzio di fronte alle atrocità delle guerre in atto e in particolare di fronte a quanto sta accadendo a Gaza, in Ucraina e in Nigeria, in cui bambini, uomini e donne sono uccisi ogni giorno. La nostra amministrazione ha organizzato a luglio insieme alla parrocchia una marcia cittadina contro tutte le guerre, alcuni di noi nel consiglio comunale del 3 settembre e sui propri profili social hanno denunciato e riprovato con forza quanto sta accadendo. Nessun silenzio, anzi. Occorre poi precisare che non è stato solo il Comune di San Gemini a non concedere il patrocinio, ma neppure tutti gli altri Comuni della Centrale umbra e che comunque è stato concesso l’uso del teatro e l’occupazione del suolo pubblico gratuiti».

La replica «Abbiamo letto con attenzione le parole dell’assessora Montagnoli sul diniego del patrocinio all’Anpi – commentano i due consiglieri di minoranza – ma purtroppo non corrispondono ai fatti e mostrano tutte le contraddizioni di questa amministrazione. In consiglio comunale – spiegano – l’assessora ha detto che il problema era la natura politica dell’iniziativa. Oggi invece scrive che il problema era la parola “aperitivo” e la presunta mancanza di un programma». In secondo luogo, osservano Laurucci e Diomedi, «la locandina con il programma dell’evento era pubblica ed è stata diffusa ovunque. L’assessora afferma che loro non sono mai stati in silenzio sulle guerre. Ma i fatti sono chiari: per due volte la maggioranza ha bocciato le nostre mozioni che chiedevano al Comune di esporre la bandiera palestinese e condannare il genocidio a Gaza». Inoltre, «dire che “anche altri comuni non hanno concesso il patrocinio” è uno scaricabarile ridicolo. L’evento si teneva a San Gemini: era il patrocinio di San Gemini ad avere un valore concreto. Infine, l’assessora scrive che il Comune ha concesso gratuitamente il suolo pubblico. Questo non corrisponde al vero: l’Anpi ha pagato regolarmente l’occupazione».

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