Il capogruppo Pdl Nevi
Il capogruppo Pdl Raffaele Nevi

di Daniele Bovi

Il capogruppo del Pdl in consiglio regionale Raffaele Nevi punta tutto sulle primarie per rinnovare il partito. Con un Pdl che guarda con ansia alle elezioni di domenica in Sicilia da dove, in caso di vittoria del centrodestra di Musumeci, l’ex Guardasigilli uscirebbe rafforzato, Nevi chiede ad Alfano e Berlusconi «rinnovamento meritocratico» e di mettere «le persone giuste al posto giusto». Anche perché il rischio che corre il partito è quello dell’implosione: da una parte sembra esserci un Berlusconi non intenzionato a farsi da parte e pronto alla creazione di una sua lista; dall’altra il duo Alfano-Schifani che non vuole rottamare il Pdl ma innovarlo senza buttarlo a mare. In mezzo, a mò di incubi, i sondaggi come quello realizzato lunedì da Emg che dà il Pd al 28,2% e il Pdl al 17%, 0,7% punti percentuali in meno rispetto al M5S di Beppe Grillo.

Rinnovamento Dal sogno berlusconiano del 51% al rischio di ritrovarsi poco più «pesanti» della defunta An il passo è breve. Per questo occorre agire. Molto, come detto, dipenderà dal voto siciliano. In caso di sconfitta Berlusconi potrebbe spingere ancora più forte per fare tabula rasa del partito. «Alfano e Berlusconi – sostiene in questo quadro Nevi – devono ormai procedere nell’opera di rinnovamento meritocratico del movimento altrimenti noi sul territorio non potremmo arrestare il sentimento di distanza che si è creato tra i nostri elettori e il partito». E l’opera di rinnovamento, secondo Nevi, si dovrà basare su due differenti ma non distinti livelli d’azione: da una parte si deve fare pulizia e dall’altra si deve ricorrere alle primarie a tutti i livelli.

Nuovo sogno «Molti dirigenti di primo livello – scrive il capogruppo – vogliono una nuova partenza e un nuovo sogno, che poggi su basi programmatiche più solide e soprattutto su persone perbene e inattaccabili. Occorre proporre un chiaro programma liberale ritornando allo spirito del ’94 e offrire all’elettorato moderato persone credibili e spendibili selezionate non sulla base della vicinanza a questo o quel capo bastone ma sulla base della loro passione, credibilità e capacità di controbattere la sinistra oltre che dal consenso che sono capaci di generare anche se il consenso, come ha dimostrato il caso Fiorito, non può essere l’unico parametro. Il PdL – conclude – deve mettere le persone giuste al posto giusto e riattivare in tutti i modi possibili il collegamento con gli elettori anche attraverso lo strumento delle primarie per la scelta dei candidati a tutti i livelli».

Uno strumento che potrebbe ridare vitalità (e voti) al partito. Nel Pdl infatti sono in molti a notare come la battaglia del centrosinistra e del Pd stia portando benefici, con i sondaggi che stanno lì a testimoniarlo. Uno di questi è il deputato Pdl Guido Crosetto, che chiede ad Alfano di «avere il coraggio di fare l’ultimo passo e lanciare anche per il centro destra le primarie. Il rinnovamento della squadra e la definizione della futura classe dirigente va fatto passando, come fa la sinistra, attraverso un confronto di persone e programmi tra la gente. Lui ha l’autorevolezza e la credibilità, per lanciare il cuore oltre l’ostacolo».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.