Catiuscia Marini e, sullo sfondo, il presidente del Consiglio Brega (Foto Troccoli)

di Daniele Bovi

L’affondo arriva a metà pagina: «Diciamolo chiaramente: la riorganizzazione presentata dalla Giunta regionale non incide profondamente sulla riduzione dei costi». Gli ex Margherita Luca Barberini, Andrea Smacchi ed Eros Brega tornano alla carica della giunta regionale e della riforma della sanità elaborata a palazzo Donini. O sul documento in 14 punti presentato lunedì nel corso della riunione del gruppo consiliare si apre un «confronto serio» oppure i tre lo porteranno in aula. Fatto che assomiglierebbe molto alla certificazione di una spaccatura netta all’interno del Pd, e dentro l’aula consiliare, sulla riforma principe della legislatura Marini. A quel punto, se lo scenario fosse quello di un documento presentato in proprio, non è chiaro se il trio voterà a favore o meno della riforma: «Siamo pronti ad appoggiare i cambiamenti necessari – scrivono – senza preconcetti e senza arroccamenti territoriali, ma non vogliamo riforme calate dall’alto». A dare fastidio al trio di margheriti è poi il tono utilizzato nei loro confronti. Della reazione gelida della presidente nel corso del summit di lunedì già si è detto. A infastidire ulteriormente i tre le parole usate dall’assessore alla Sanità Franco Tomassoni che a un quotidiano parla, a proposito dei 14 punti, di «fuoco amico a salve».

Sorpresi da Tomassoni «Siamo sorpresi dalla presa di posizione dell’assessore – dicono – e sconcertati dai toni utilizzati, oltre che dal modo in cui ha voluto renderla nota, visto che durante la riunione del gruppo consiliare non ha fatto alcuna osservazione, limitandosi a dire che avrebbe preso in esame le nostre idee: dovrebbe avere maggiore rispetto delle idee e delle proposte degli altri». Secondo il giudizio dei tre la riforma è poco incisiva, poco condivisa e rappresenta «una modifica parziale utile ad accontentare direttori, consulenti e commissari». Una stoccata c’è anche per il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali al quale Brega, Smacchi e Barberini «sommessamente» dicono che «il senso di responsabilità non si misura soltanto nel sostenere la presenza di due aziende sanitarie regionali e due aziende sanitarie ospedaliere, ma anche nel promuovere una riforma veramente utile a garantire una sanità pubblica efficiente e accessibile per tutti». Dal Pd non si registrano reazioni: il capogruppo a palazzo Cesaroni, l’ex sindaco di Perugia Renato Locchi, non commenta. Quello attuale, Wladimi La riforma verrà approvata dalla giunta con tutta probabilità dalla giunta nei primi giorni di luglio. Poi partirà l’esame del testo da parte delle commissioni consiliari per arrivare all’ok dell’aula indicativamente alla metà di settembre.

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