Inizia la discussione in Prima commissione sulle riforme (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Quanti soldi farà risparmiare la riforma dell’architettura istituzionale dell’Umbria pensata dalla giunta regionale? La risposta non è semplice e al momento rimane vaga. Se alla base del ddl c’è infatti l’esigenza di un funzionamento più snello e razionale di enti come Ati, Consorzi di bonifica, Agenzia per la forestazione (che assorbe le funzioni delle vecchie Montane) e così via, i risparmi prodotti non sono certo un fattore secondario.

I conti Giovedì mattina infatti, di fronte alla Prima commissione del Consiglio regionale, è stato proprio Rossi a spiegare, di fronte alle domande del Pdl, che soltanto quando la riforma andrà a regime sarà possibile quantificare con precisione l’entità dei risparmi. Una certezza però Rossi ce l’ha: i costi delle strutture oggetto degli interventi, ha detto di fronte ai consiglieri, caleranno nei prossimi anni. Secondo quanto trapela a regime gli interventi dovrebbero produrre un milione di euro di risparmi all’anno oltre ad un miglior funzionamento di tutta l’architettura.

Gli emendamenti Sul tavolo della commissione guidata da Oliviero Dottorini nel corso della mattinata sono stati depositati gli emendamenti alla riforma della giunta e dei gruppi consiliari. Per quanto riguarda quelli dell’esecutivo la novità principale riguarda l’istituzione del soggetto regolatore unico per il servizio idrico integrato e per i rifiuti. Sul piatto ci sono poi le nuove funzioni alle Province come quella (alla quale l’Idv si oppone) che riguarda la gestione delle aree naturali protette; le Unioni «speciali» dei Comuni e la soglia demografica per parteciparvi che si abbassa da dieci a cinquemila abitanti.

ACQUA E RIFIUTI, ARRIVA IL «SOGGETTO REGOLATORE UNICO»

Giro di vite sul personale Un emendamento assai importante è quello che riguarda le limitazioni alle assunzioni di nuovo personale. Nel testo originario della riforma infatti all’articolo 15 si impone alle Unioni speciali di Comuni di non assumere nuovo personale a tempo indeterminato. Con l’emendamento di Rossi invece il divieto viene allargato anche a nuovi possibili contratti a tempo determinato. Per quanto riguarda poi il futuro amministratore unico dell’Agenzia forestale, le modifiche della giunta estendono le incompatibilità. L’amministratore infatti (in carica per tre anni rinnovabili per altri tre), oltre a non poter ricoprire la carica di assessore o consigliere regionale, non potrà essere un sindaco, un presidente di Provincia, un assessore o un consigliere comunale o provinciale.

La battaglia sui Consorzi Al di là delle nuove funzioni alle Province e delle polemiche sui risparmi, il fronte caldo rimane quello dei Consorzi di bonifica, con l’annessa tassa pagata da 182 mila umbri. La modifica elaborata dalla giunta mira ad una riduzione di circa la metà della platea dei contribuenti ma il problema, emerso giovedì mattina, riguarda l’accordo siglato il 25 luglio scorso in consiglio regionale. All’unanimità infatti si approvò un ordine del giorno che sancisce l’iniquità della tassa. Sulle barricate così c’è il Prc che con Stufara mira all’abolizione della tassa (giovedì pomeriggio è andato in scena a Terni proprio un appuntamento sul tema), mentre il Pdl puntava allo stralcio del provvedimento considerandolo, per bocca di Raffaele Nevi, «poco serio e che farà infuriare i cittadini».

Diplomazie al lavoro Sul tema invece il Pd spiega, tramite il capogruppo Renato Locchi, che «dalla partecipazione pubblica sono emerse criticità solo per quanto riguarda il Consorzio Tevere-Nera, mentre negli altri due non ci sarebbero problemi». Avanti così quindi. Per trovare la quadra tra la proposta della giunta, comunque non blindata, e alcuni pezzi di maggioranza, le diplomazie sono al lavoro. Giovedì 24 inizierà la discussione dell’articolato mentre lunedì il Pdl, presenti gli onorevoli Pietro Laffranco e Luciano Rossi, illustrerà il suo pacchetto alternativo di riforme.

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