L’associazionismo umbro si attiva a difesa del Registro tumori, dopo la decisione della Regione di non rinnovare la convenzione con l’Università degli Studi di Perugia . Nella giornata di giovedì la Rete 10 dicembre – che raggruppa numerose realtà dell’associazionismo regionale, movimenti e sindacati, tra cui Libera, Cittadinanzattiva, Amnesty International Umbria, Emergency Umbria, Udu, Adic, Sism Perugia, Società operaia di mutuo soccorso, Circolo dell’Umbria di Libertà e Giustizia, Umbria equa e solidale, Cgil, Legambiente, Omphalos – ha organizzato un incontro informativo con il professor Fabrizio Stracci, già responsabile del servizio.
Serve chiarezza Dalla riunione è emersa l’assoluta importanza della presenza di un registro regionale dei tumori che possa servire da supporto per il Servizio sanitario regionale. «Uno strumento che – scrive in una nota la Rete 10 dicembre – si è rivelato perfettamente funzionante, tanto da essere adottato da altre amministrazioni regionali (come la Campania e il Veneto), finché è stato adeguatamente e continuativamente finanziato». La Rete 10 dicembre dedicherà alla questione la massima attenzione, chiedendo chiarezza circa gli obiettivi del nuovo gruppo di lavoro previsto dalla delibera: «Chiediamo con forza che non si smantelli, disperdendo così le conoscenze e le esperienze acquisite, ciò che è stato unanimemente considerato, almeno fino a tre anni fa, un’eccellenza – concludono dalla Rete 10 dicembre – auspicando che l’amministrazione regionale interloquisca e si confronti preventivamente con le associazioni che difendono i diritti dei cittadini e dei consumatori».
