di Daniele Bovi
In Umbria è iniziata ufficialmente la caccia ai nuovi “super direttori” della giunta regionale che, dopo la riforma varata la scorsa settimana, saranno quattro e non più cinque. Sistemata ormai da tempo la decisiva casella della sanità – ruolo per il quale è stata scelta Daniela Donetti – Palazzo Donini ha pubblicato lunedì sul portale inPA e su quello della Regione gli avvisi per gli altri tre vertici della struttura dirigenziale, dando tempo fino alla mezzanotte del 17 febbraio per presentare i curriculum.
Gli incarichi Gli avvisi riguardano le Direzioni «Programmazione, bilancio, risorse umane, patrimonio, cultura, agenda digitale»; «Governo del territorio, ambiente, protezione civile, riqualificazione urbana, coordinamento Pnrr»; «Sviluppo economico, agricoltura, istruzione, formazione e lavoro, turismo e sport». Come stabilito dalla giunta, l’incarico durerà fino alla fine della legislatura con una valutazione intermedia dopo i primi due anni. Lo stipendio sarà per tutti di 140 mila euro lordi l’anno, più un massimo 10 per cento legato ai risultati raggiunti.
Le indiscrezioni I nomi in pista? Secondo quanto spiegano i ben informati Luigi Rossetti – “colonna” del Broletto – dovrebbe essere confermato, magari alla direzione che si occupa di Sviluppo economico, e chance ci sono anche per Luca Federici. In uscita invece alcune figure scelte dalla giunta di Donatella Tesei come Stefano Nodessi Proietti e Michele Michelini. Tra i possibili ingressi invece c’è Adriano Bei, che fino a fine febbraio sarà il direttore generale della Provincia di Perugia. Attenzione anche a quanto succede a Palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale. Come emerso già venerdì, anche qui il centrosinistra prepara il cambio per quanto riguarda il segretario generale: fuori Juri Rosi e dentro Dante De Paolis, tornato recentemente al Comune di Perugia come dirigente del settore Risorse umane.
Il ruolo I “super direttori” sono figure apicali di fiducia della giunta. La scelta va fatta «tra i dirigenti dotati di professionalità adeguata rispetto alle funzioni da svolgere, appartenenti alle amministrazioni delle regioni, dello Stato o di altri enti pubblici, oppure ad aziende private, in possesso di diploma di laurea magistrale e che abbiano ricoperto incarichi di dirigente in settori strategici o di direttore, anche cumulabili, per almeno cinque anni». La procedura però non porta alla formazione di una graduatoria ed essendo questi dei ruoli di natura strettamente fiduciaria, la scelta viene fatta dalla giunta (e in particolare dalla presidente con un decreto di nomina) senza valutazioni comparative.
REGIONE, COME FUNZIONA LA GALASSIA DELLE PARTECIPATE
Le partecipate Scelte la giunta dovrà farle anche a proposito delle società partecipate. Per quanto riguarda Sviluppumbria, che rappresenta di sicuro una delle caselle chiave, da tempo si parla del professor Luca Ferrucci, candidato con la lista civica di Stefania Proietti. All’Adisu (l’Agenzia regionale per il diritto allo studio) uno dei nomi è quello del segretario regionale di Azione Giacomo Leonelli, mentre per l’Ater (l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale) si parla del marscianese Federico Santi di Avs che, settimane fa, ha accarezzato per poche ore l’idea di diventare assessore della giunta Proietti; a spuntarla però era stato Fabio Barcaioli. Complessivamente, un quadro che Proietti potrebbe comunque cambiare.
