«Questa Regione, questo ‘regimetto umbro’ che dura da 40 anni, continua a voler nascondere le sue criticità. In particolare, qualcuno percepirà doppie e triple pensioni, non sempre lavorando, come è evidente nel caso dei consiglieri in aspettativa. Tutto questo a carico dello Stato. Siamo alla seconda interrogazione che abbiamo presentato su questo argomento che però viene cassata e non inserita all’ordine del giorno dell’Assemblea legislativa». Lo ha detto il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, durante una manifestazione-conferenza stampa che si è svolta di fronte a Palazzo Cesaroni.
Incompatibilità Nel corso dell’incontro, durante il quale sono stati esposti cartelli sulla «questione morale» e contro le «doppie e triple pensioni», i consiglieri Liberati a Maria Grazia Carbonari sono poi tornati sulla vicenda della presunta incompatibilità della presidente Catiuscia Marini, su cui era stata presentata una interrogazione che gli uffici hanno respinto. Liberati e Carbonari hanno sostenuto di nuovo «il conflitto di interessi della Marini, relativamente al suo incarico di dirigente, in aspettativa, di Legacoop. Abbiamo chiesto all’Ufficio di presidenza dell’Assemblea di valutare se esiste l’incompatibilità. Come minimo la presidente Marini dovrà dimettersi da Legacoop, e vi assicuro che lo farà. Andremo poi a verificare le delibere di Giunta in cui lei non si è astenuta ma anzi ha votato, pur trattandosi di note che sono arrivate in Giunta da parte di Legacoop».
LA RISPOSTA DEGLI UFFICI E L’INTERROGAZIONE
LA COMUNICAZIONE DI PORZI
La replica: «Nessuna incompatibilità» Da Palazzo Donini, che aveva già in passato replicato sulla questione al M5s, a stretto giro arriva una breve replica: «Non esiste alcuna supposta condizione di ineleggibilità, né tanto meno di incompatibilità della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ai sensi della legge 23.04.1981 nr. 154, che detta norme in tal senso. Si precisa inoltre – prosegue la nota – che sia la candidatura a presidente della Regione, sia la sua successiva avvenuta elezione, sono stati sottoposti alle verifiche di legge da parte delle competenti autorità». Il richiamo è alle verifiche post elettorali in carico alla Corte d’Appello, che precedono la nomina ufficiale degli eletti.
