di Daniele Bovi
Dagli sconti per le aziende agrarie che fanno parte del patrimonio regionale alle aste elettroniche, dallo spostamento del personale della comunità montana del Trasimeno ai consorzi di bonifica sono nove gli articoli del Collegato alla manovra di bilancio 2015 approvato dalla giunta regionale. Un blocco di provvedimenti attraverso il quale si interviene sulle materie più disparate e su diverse leggi regionali. Con uno di questi palazzo Donini modifica le norme del 1979 che regolano la vendita dei beni mobili e immobili, introducendo la possibilità di dare vita anche ad aste elettroniche. Per i dettagli però bisognerà aspettare un regolamento della giunta.
LA FINANZIARIA REGIONALE DA 155 MILIONI
Montane Sull’onda delle difficoltà che attanagliano ancora le ex comunità montane, a metà strada tra l’abolizione e il riordino istituzionale, palazzo Donini ha deciso di trasferire il personale della Trasimeno-Medio Tevere a quella dell’Alta Umbria: in tutto 16 persone a tempo indeterminato. Da fine 2012, spiega la giunta, questa comunità montana «opera con notevoli difficoltà a causa del passaggio di gran parte del proprio personale all’Agenzia forestale, con conseguente destrutturazione dei servizi contabili, amministrativi e tecnici dell’ente necessari per le operazioni di liquidazione e dei compiti e delle funzioni a servizio dei cittadini». Personale che, tra l’altro, da due mesi non riceve gli stipendi.
La polemica «Tutto ciò – commenta in una nota il consigliere regionale Andrea Lignina Marchesani – è una implicita ammissione del fallimento delle riforme endoregionali della giunta Marini». «Alla fine della legislatura e all’ultimo tuffo – aggiunge – deve essere approvata una norma che fonde le Comunità montane ‘Alta Umbria’ e ‘Trasimeno-Medio Tevere’ con cui si vorrebbe aggirare il blocco dei fondi determinato dai debiti di quest’ultima presso la banca ‘tesoriere’. È scritto a chiare lettere che questa norma non comporta oneri per il bilancio regionale. In pratica, Banca Unicredit dovrebbe pagare gli stipendi ed altre insolvenze per il solo fatto che il correntista non è più quello debitore, ma un altro che gli è succeduto».
I provvedimenti Tornando agli altri provvedimenti, con l’articolo 1 viene estesa, anche per l’annata agraria 2014-2015, lo ‘sconto’ del 15 per cento sui canoni che devono versare le aziende agrarie che fanno parte del patrimonio regionale; in tutto un mini-taglio da 25 mila euro. Il Collegato introduce anche un compenso annuo per i presidenti dei consorzi di bonifica, che non potrà superare l’indennità del sindaco di un comune fino a 10 mila abitanti, ovvero 2.620 euro; quanto ai membri del cda, due potranno guadagnare al massimo la metà del presidente. I cda dei consorzi sono composti da sette persone, cinque elette dai consorziati e due dai comuni. Ad oggi dei cinque solo a tre è riconosciuto un compenso per ogni seduta, mentre per i due scelti dai municipi non è previsto alcun emolumento.
Ipab e alberi Rimanendo in tema di compensi, la giunta ha deciso di prorogare, anche per il 2015, il taglio del 10 per cento ai guadagni dei membri di cda e organi collegiali di enti e agenzie regionali. Niente proroga fino all’esercizio finanziario in corso invece per la struttura della presidenza e della giunta regionale. Palazzo Donini inoltre ha allargato agli Ipab l’obbligo di redigere il bilancio economico pluriennale di previsione e quello preventivo economico annuale, decidendo anche di estendere la validità del Piano faunistico-venatorio per dare il via libera al calendario venatorio, che va approvato entro il 15 giugno. Da ultimo con il Collegato si recepisce la definizione di «albero monumentale» e la normativa di tutela, stabilendo anche multe da cinque a centomila euro per chi ne abbatte uno.
Twitter @DanieleBovi
