Il giorno dopo lo strappo consumato in consiglio regionale dal centrodestra e la tensione nella maggioranza, il centrosinistra fa quadrato e punta il dito contro l’opposizione accusata di aver scritto, per usare le parole dell’assessore regionale al Turismo Fabrizio Bracco, «una pagina triste nella storia della Regione». In subordine, nel mirino dei partiti della coalizione c’è poi l’Idv. Nel Pd gli accenti sono diversi, da quelli felpati del capogruppo Renato Locchi, che sottolinea «la responsabilità della maggioranza, con l’esclusione dell’Idv», a quelli più espliciti di Andrea Smacchi, insieme a Luca Barberini l’ala margheritian-guasticchiana del gruppo: «Se dall’opposizione ci si può aspettare un tale atteggiamento – spiega Smacchi -, sicuramente diverso e di peso politico ben più rilevante per il governo della Regione, sono le posizioni assunte di chi riveste ruoli di primaria importanza come la vice presidenza della giunta regionale e due presidenze di commissione». Per Smacchi, «appare del tutto evidente che la coalizione ha bisogno di una manutenzione».
Granocchia: orgogliosi In casa Idv a parlare è il responsabile Enti locali Franco Granocchia, «orgoglioso di un partito leale e scomodo». «L’Italia dei Valori – continua – ieri è stata l’unica forza politica di maggioranza a rappresentare la volontà di quei cittadini che si sentono oltraggiati da quanto sta avvenendo nel sistema politico nazionale e regionale. Nella maggioranza non è prevalsa la linea di coloro che volevano le dimissioni per tutti quei compagni di partito alle prese con piccole o grandi beghe giudiziarie. In questi casi siamo convinti che l’unica linea da seguire sia quella della sensibilità nei confronti dei cittadini e della coerenza con quel “patto etico” che per noi non diventa carta straccia alla prima situazione di difficoltà».
Le critiche all’opposizione Il bombardamento operato sulle postazioni del centrodestra è invece unanime, dal Prc al Pd passando per i socialisti e l’Idv. «La scelta di Rifondazione comunista – attacca il segretario regionale Stefano Vinti – è stata una assunzione di responsabilità al servizio del consiglio regionale, al servizio delle istituzioni repubblicane». Anche Vinti parla poi di «decisione grave» in merito alla scelta dell’Idv di non partecipare al voto. «L’obiettivo dichiarato – osserva poi tornando al centrodestra – è quello di portare alla paralisi l’attività della massima assise legislativa dell’Umbria, sovrapponendo in maniera irresponsabile l’aspro confronto politico con il corretto funzionamento delle istituzioni». In modo altrettanto chiaro poi Vinti e Damiano Stufara, fresco di nomina, parlano di un tramonto delle «larghe intese».
La nuova fase Sullo sfondo rimane così la nuova fase promessa nella direzione pd prima e a palazzo Cesaroni poi dal capogruppo Locchi e dal segretario Bottini: «Rifondazione comunista – dice Vinti – non si tirerà indietro, ma farà sentire la sua voce e avanzerà le sue proposte ad iniziare dalla necessità di ridistribuire la ricchezza, di salvaguardare il valore del lavoro, dai beni comuni, da una nuova idea di democrazia partecipata, da uno stato sociale moderno ed efficiente e così via». Secondo Smacchi poi «è sulle riforme che la coalizione si dovrà confrontare, mettendo in campo energie e sinergie vere. Quando ci troveremo ad affrontare atti di fondamentale importanza per il futuro dell’Umbria – prosegue Smacchi – non dovremo guardare ad voto in più o in meno, ma bisognerà sentirsi orgogliosi di aver sostenuto provvedimenti di forte cambiamento per la società umbra».

