
di Daniele Bovi
«Non possiamo ogni volta finire sui giornali a causa delle nostre divisioni». La presidente della Regione Catiuscia Marini, rientrata a Perugia nel pomeriggio dopo il summit mattutino a Terni sulla vertenza Basell, mette intorno al tavolo i capigruppo di maggioranza in un vertice atteso dagli ultimi giorni di dicembre quando, in aula, il centrosinistra si spacca su una mera modifica tecnica alla norma che rivede i criteri di nomina di primari e direttori. Come due litiganti, per una buona mezzora al tavolo si ricostruiscono i fatti di quel pomeriggio, la «scena del delitto» sulla quale si fa apparire il capogruppo pd Renato Locchi.
«La sintesi Il ragionamento suona più o meno così e prende solo spunto dal «fattaccio» per arrivare ad una conclusione più ad ampio raggio: quando è la presidente a cercare la sintesi politica l’operazione riesce, mentre quando la missione è affidata ad altri livelli la maggioranza va in difficoltà. Fatto sta che ora, in vista delle riforme che arriveranno a palazzo Cesaroni, c’è bisogno di dialogo e compattezza «per non finire tutti i giorni sui giornali». Per il resto, nel corso di una discussione prettamente politica è stata ribadita un’ovvietà che evidentemente così ovvia non è: la maggioranza, è stato detto da più parti, rimane e rimarrà quella scelta dagli elettori nel marzo 2010.
Maggioranza e Dap Un riferimento non tanto alle parole della presidente, che nel corso della conferenza stampa di fine anno aveva detto con una punta di evidente fastidio che «una maggioranza per governare l’Umbria ci sarà sempre», quanto a quelle del presidente del consiglio regionale Eros Brega. Parlando pochi giorni fa infatti Brega aveva chiesto per l’Umbria riforme condivise da «ampie maggioranze» e auspicato la necessità di «ampliare il consenso». Dalle due ore di discussione di martedì però l’indicazione è chiara: la maggioranza è e resta questa. Lunedì nuovo incontro con, sul tavolo, il Dap pre-adottato dalla giunta regionale. Fatto apprezzato dai capigruppo che hanno rilevato la differenza rispetto all’anno scorso, quando il Dap fu inviato al Consiglio quando era già stato adottato dalla giunta. Segno che la discussione è aperta.
