Ceccotti, Galgano e Ricciardi

«La nostra è una scelta per il cambiamento. Perché l’Umbria, lo confermano tutti i dati, ha bisogno di una spinta innovatrice che ci permetta di tornare a crescere». Scelta civica sceglie Claudio Ricci in vista delle regionali del 31 maggio e ad annunciarlo, con queste parole, è la deputata umbra Adriana Galgano durante una conferenza stampa che si è tenuta sabato mattina all’hotel La Rosetta di Perugia. In particolare il sostegno andrà alla lista «Cambiare in Umbria», una delle tre civiche che insieme a Lega, FdI e Forza Italia appoggiano il sindaco di Assisi. Capolista di Cambiare in Umbria è Giovanni Ceccotti, ternano, seduto sabato mattina accanto a Galgano e al coordinatore regionale di Sc Michele Ricciardi.

L’uomo giusto «Claudio Ricci – ha spiegato il coordinatore – è la persona che meglio di tutte può sostenere il cambiamento, un candidato civico che si è staccato dai partiti due anni fa. La storia di Ricci come amministratore ci ha già dimostrato che gestire un ente in maniera virtuosa, senza tagliare i servizi e senza aumentare le tasse, è possibile». Galgano parla di una regione che è arretrata dal punto di vista economico: «Il Pil per abitante è inferiore del 20% a quello del Centro Italia – ha detto – in cui, dal 2009, si è verificato un fallimento ogni tre giorni con 1.267 imprese che hanno chiuso e 4.745 posti di lavoro persi. Le vertenze aperte sono 160 e grandi realtà come Ast, Perugia, Trafomec e ex Merloni sono crisi. La Corte dei conti ha reso noto che l’Umbria è la terza in Italia per esposizione ai derivati: il 68,9% del debito della Regione è soggetto a questi strumenti finanziari. È ora di dire basta a questo modo di amministrare».

Scelta obbligata Insomma, dalle parti di Scelta civica l’opzione Ricci è parsa una sorta di strada obbligata: «La politica nazionale è tutta altra cosa, e con i dati sull’Umbria poi non potevamo fare diversamente». Ceccotti ha voluto sottolineare la natura civica della lista, fatta da «cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco perché delusi da un modo di fare politica che ha fatto il suo tempo. La classe dirigente che ha amministrato questa regione non è stata in grado di fronteggiare la grave crisi che ha investito l’Umbria, molto più delle altre realtà locali». Una realtà locale, quella umbra, che Scelta civica vuol tener separata rispetto al quadro nazionale. Il governo è una cosa, le regionali un’altra: «Non sono – è stato detto sabato – un test per il governo nazionale. Servono solo per giudicare il governo delle regioni e i risultati che si portano sul territorio».

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