Catiuscia Marini

di Daniele Bovi

Il Pd fa quadrato intorno a Catiuscia Marini in vista delle regionali di fine marzo. Altri candidati, come s’è capito sabato nel corso delle quattro ore lungo le quali s’è snodata la direzione regionale del Pd umbro, non ce ne sono. Alla fine della decina di interventi infatti una delle poche cose chiare è che un’altra strada non c’è. A mettere il sigillo è il segretario del partito Giacomo Leonelli che dopo essere partito da una metafora naturalistica («Superiamo la crisalide» era il titolo della sua relazione), chiude così: «Cinque anni fa – ha detto – scegliemmo il presidente con le primarie a febbraio e oggi siamo in grado di concludere ogni eventuale percorso da qui alle prossime settimane; dibattito che naturalmente dovrà riguardare anche il miglior capitano della nostra squadra e che non potrà che partire, ovviamente, da chi ci ha capitanato in questi anni, da Catiuscia, che voglio ringraziare per l’energia, la passione, la trasparenza, l’onestà e la competenza con cui ha guidato la nostra squadra in questi cinque anni».

Finale scontato Insomma, ora parte il «dibattito» all’interno dei circoli, un film con un finale che, come chiaro da mesi, appare scontato: a fine marzo il «capitano» di una squadra che non vorrà replicare il devastante ko di Perugia sarà Catiuscia Marini. Lei, la presidente, dalla sua è pronta alla pugna: «So – ha detto chiudendo il dibattito – che in questa fase di personalizzazione della politica contano anche la simpatia e l’immagine, che non bastano un buon bilancio e una sanità che funzionano». «Non sono preoccupata – ha aggiunto – di sottopormi al giudizio, ma un certo dibattito sotterraneo in alcune città ha fatto male». Perugia il caso più clamoroso: «Lì – ha detto – non c’è stato coraggio da parte delle classi dirigenti, mentre questo organismo deve assumersi le proprie responsabilità. Bisogna combattere ipocrisie e irresponsabilità: quando un gruppo dirigente fa quello che ha fatto a Perugia è irresponsabile perché usa scorciatoie che fanno male a noi e alla città. I cittadini si aspettano tutto ma non l’irresponsabilità del Pd».

Irresponsabilità Poi l’affondo finale: «Non è tollerabile – spiega Marini – che compagni che sono dentro gli organismi, che vivono alle dipendenze del partito siano i primi irresponsabili nei confronti del Pd». Chi deve capire, capisce. Avvitarsi nell’ennesima battaglia interna non conviene a nessuno, specialmente in un periodo molto delicato come quello che sta vivendo l’Umbria del lavoro, dall’Ast (i cui problemi risuonano in tanti interventi) alla ex Merloni. Sul punto il sindaco di Narni De Rebotti è chiaro: «Non andiamo lontano se ripartiamo con la delegittimazione di chi ci rappresenta». Tra la relazione di Leonelli e l’intervento di Marini ci sono i parlamentari Rossi e Giulietti che si schierano con la presidente, sulla stessa linea Verini, Cardinali e Sereni e anche chi, come Guasticchi, le primarie nei mesi scorsi le ha chieste a gran voce e per tutti e che ora si stringe attorno a Marini. Idem gli altri renziani e la minoranza guidata da Fancelli.

Il percorso L’8 novembre, dopo il dibattito dentro i circoli, l’assemblea regionale che sancirà la partenza ufficiale del treno Marini-bis e poi la battaglia, che si annuncia feroce, per la composizione della lista. Il segretario Leonelli sul punto fissa il primo paletto che è quello dell’innovazione: «Mettere in discussione noi stessi – dice – significa anche capire che con una fase storica che si è chiusa anche il complesso degli interpreti deve rinnovarsi. Sarebbe sbagliato continuare a fare orecchie da mercante rispetto alla grande domanda di rottura con il passato che c’è in Umbria».

Aggiornamento con risposta di Fioroni Sul profilo Facebook di Umbria 24 appare una dichiarazione dal profilo di Anna Rita Fioroni in risposta a quest’articolo, dopo la pubblicazione: «Spero – scrive – non corrisponda al vero la dichiarazione della Presidente riportata nell’ articolo che segue e cioè  ‘non e’ tollerabile che compagni che sono dentro gli organismi , che vivono alle dipendenze del partito, siano i primi irresponsabili nei confronti del PD’. Spero non sia vera se significa che coloro che svolgono attività per il partito democratico, (e che lo fanno con spirito di servizio per una comunità che crede nei valori della democrazia innanzitutto e si iscrive e paga un contributo a questo fine), non debbano esprimere opinioni diverse da quelle degli eletti che ricoprono temporaneamente ruoli istituzionali, in tal caso sarebbero irresponsabili? Di quale grave responsabilità si coprirebbero? Sbaglio o il nostro partito ammette il libero confronto interno? L’ affermazione riportata è ai limiti della minaccia, sintomatica di un’ impostazione autoritaria e padronale. Mi dissocio totalmente da questo modo di fare e mi spiace che, nonostante la lezione che gli elettori ci hanno dato a Perugia, si continui su questa strada».

Twitter @DanieleBovi