La sede del Pd umbro

di Daniele Bovi

Benché formalmente la discussione non sia stata ancora avviata, nel Pd in vista delle regionali che si dovrebbero tenere alla fine di marzo è già partito il ‘gioco delle coppie’. Se infatti, come sembra, la nuova legge elettorale prevederà la doppia preferenza di genere, gli aspiranti consiglieri regionali di area democratica formeranno dei ticket dei quali già si parla. Il primo potrebbe essere quello tra Marco Vinicio Guasticchi e l’ex senatrice Anna Rita Fioroni, l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini e il consigliere uscente Gianfranco Chiacchieroni sono in caccia di un ‘partner’ e poi il duo Donatella Porzi-Luca Barberini. Capitolo a parte quello che riguarda il segretario regionale. Che Giacomo Leonelli aspiri alla candidatura, possibilmente come capolista, non è un mistero, e allora ecco che accanto a lui potrebbe finire Serena Santagata, responsabile del dipartimento Lavoro del Pd regionale.

Pressing Il pressing sul segretario per cominciare ad imbastire la trama delle regionali c’è, sia sul fronte della candidatura che su quello delle liste. Quanto al primo pubblicamente Leonelli spiega che nulla è scontato, che non esiste alcun accordo sul secondo mandato di Catiuscia Marini e così via. Ai più sembrano fumogeni dietro ai quali si nasconde quello che pare uno dei pochi punti certi, anche viste le prese di posizione di alcuni big del partito, da Giampiero Giulietti a Guasticchi passando per Marina Sereni che si sono detti favorevoli al Marini bis. E così al segretario si chiede di fare presto, di sciogliere pubblicamente un nodo che pare già sciolto, di costruire il programma, le alleanze e di mettere mano alla lista. Giorni fa Leonelli ha cerchiato due date: tra fine ottobre e i primi di novembre la candidatura e a Natale, o poco dopo, la lista. Il problema è che più d’uno già si sente e di fatto è in campagna elettorale e quindi il panettone in molti lo vorrebbero scartare prima.

Lotta feroce La lotta per un posto in lista, manco a dirlo, sarà feroce. Ancora più feroce perché in totale gli scranni a disposizione in consiglio sono in tutto 20, dei quali 9 o 10, secondo i calcoli fatti dal partito, spetterebbero al Pd (ovviamente in caso di vittoria). Un altro calcolo che in queste ore gira nelle stanze del partito è quello che riguarda il numero delle preferenze necessarie per entrare in consiglio con una certa sicurezza: secondo alcuni, l’asticella è da fissare intorno alle 7.500. Tanto per dare un’idea, il più votato nel 2010 (Vincenzo Riommi) ne conquistò 7.406. Per il resto, i nomi possibili sono quelli che girano da settimane: oltre ai già citati ci sono Lorena Pesaresi e Andrea Cernicchi, il bocciano Andrea Smacchi, Fabio Paparelli, Fausto Galanello e Eros Brega. Discorso a parte lo merita Perugia: chi voterà il partito dopo la catastrofica sconfitta di giugno? E poi, per quanto riguarda la minoranza quanti posti saranno disponibili? Stefano Fancelli vorrà essere della partita? Chi può s’è messo già all’opera gettando le reti a disposizione ed attivando le varie ‘filiere’ del voto.

Legge elettorale In tutto ciò c’è da comporre il puzzle della legge elettorale. Questa settimana la maggioranza dovrebbe tornare a vedersi e per la metà di ottobre il testo dovrebbe essere licenziato. Il vero nodo da sciogliere è quello del numero dei collegi: la scelta è tra uno o due. Sulla prima ipotesi sembra esserci un consenso maggiore non solo dentro il Pd ma anche tra i possibili alleati, mentre sulla seconda c’è il fronte di resistenza ternano che ne chiede due. Dal suo profilo Facebook Paparelli la mette giù così: «In Umbria – scrive – si sta costruendo la nuova riforma elettorale per allontanare il più possibile gli elettori! È la riforma meno renziana che si possa mettere in campo! A Leonelli e Locchi il compito di fare la sintesi tra le diverse visioni dell’Umbria». Un’apertura arriva sull’ipotesi di un sistema misto o su 4 collegi, disegnati sulla base delle vecchie Asl.

Presidio Ad alzare la voce sulla legge elettorale sono i Radicali di Perugia che per martedì hanno organizzato un presidio dalle 10 alle 12 di fronte al consiglio regionale: «Secondo indicazioni dell’Ue – spiegano Andrea Maori e Michele Guaitini, segretario e tesoriere di Radicaliperugia – non si possono modificare leggi elettorali nell’ultimo anno di legislatura per non creare disparità di trattamento e discriminazioni con le minoranze non rappresentate. La Regione dell’Umbria deve modificare la legge elettorale a seguito di modifiche intervenute a livello nazionale ma ancora, a sei mesi dalle elezioni regionali non è stata presentata alcuna proposta di legge. Addirittura, teoricamente, si potrebbe già iniziare la raccolta delle firme con l’attuale legge regionale ma con il concreto rischio di una loro invalidazione». Al presidio hanno già aderito Alternativa Riformista Umbra, Scelta Civica Umbria e Sinistra Anticapitalista.

Twitter @DanieleBovi

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