di Daniele Bovi
Sotto il cielo del centrodestra umbro regna ancora la confusione. A circa tre mesi dal voto non c’è un accordo unitario su un candidato, non c’è un programma se non quello di Claudio Ricci, non c’è una strategia, le annunciate primarie sono naufragate e martedì è saltato pure l’annunciato tavolo romano in cui si sarebbe dovuto discutere sul che fare. Il tutto è rimandato a mercoledì: poco si deciderà in Umbria, molto a Roma dove va trovata una quadra a livello nazionale e dove tiene banco il caso Veneto.
Il tavolo Martedì Berlusconi, con di fronte lo spettro di una debacle, ha parlato a lungo del dossier regionali con coloro che se ne occupano (Toti e Bergamini) e con i coordinatori della regioni in cui i nodi sono particolarmente intricati, ovvero il già citato Veneto, la Puglia e la Campania. Mercoledì la commissione guidata da Altero Matteoli e della quale fanno parte i colonnelli azzurri potrebbe disegnare un quadro più preciso. Berlusconi vuole sgomberare il campo dai veti incrociati e cercare, laddove possibile, di costruire alleanze larghe. In Veneto l’auspicio è di chiudere su Zaia disinnescando la mina Tosi, in Campania sull’uscente Stefano Caldoro mentre in Puglia, dove si è consumato lo strappo di Fitto, contro Michele Emiliano si punta tutto su Francesco Schittulli.
IL PROFILO DEI QUATTRO CANDIDATI IN CORSA
Il niet dell’Udc Su molti scacchieri Lega e Ncd andranno convinti a stare insieme e su quello umbro c’è da provare pure a includere l’Udc. Martedì a Roma gli alfaniani, capitanati da Monni e Mantovani, hanno ribadito che la carta buona da giocare è quella di Claudio Ricci, mentre i centristi si tirano fuori. Il coordinatore regionale Maurizio Ronconi è lapidario: «In Umbria i moderati – scrive sul suo profilo Facebook – non si alleano con la Lega. La coerenza non ha prezzo». Insomma, al centro c’è il caos e l’impressione è che se, alla fine, anche FI deciderà come sembra sempre più probabile di convergere su Ricci (nelle cui liste potrebbero candidarsi alcuni consiglieri uscenti, come Gianluca Cirignoni ad esempio, ma non solo) quello che si celebrerà sarà un matrimonio di convenienza, senza amore vero.
Ricci: non possiamo aspettare Un Ricci che sabato mattina all’hotel Sangallo di Perugia presenterà il manifesto ufficiale della campagna elettorale e le due conferenze programmatiche previste il 7 marzo a Terni (giorno in cui il Pd umbro terrà ad Assisi la sua Leopolda) e il 14 marzo a Perugia: «Non possiamo più attendere – dice il sindaco di Assisi – dobbiamo intensificare la campagna elettorale, in atto già da 15 mesi, auspicando in tempi rapidi una ampia coalizione che includa tutti, partiti o altri gruppi civici, che vogliano concretamente un reale cambiamento».
LEGGE ELETTORALE, PRONTI RICORSO E INTERPELLANZA PARLAMENTARE
Umbertide con Mariotti Parlando di candidature, è da registrare spostandosi sul fronte sinistro la presa di posizione del Pd di Umbertide che si schiera con Manlio Mariotti, consigliere uscente ed ex segretario della Cgil. A deciderlo è stato il coordinamento comunale dopo un’assemblea di oltre tre ore alla fine delle quali è stata vergata una nota in cui si spiega che «la sua storia e le sue capacità potranno ancora essere utili e quindi valutiamo positivamente la ricandidatura di Mariotti al consiglio regionale, considerando questa sua scelta utile per il nostro partito, per l’Umbria e per la comunità umbertidese». Un terreno di caccia, quello di Umbertide, il ‘feudo’ del deputato Giampiero Giulietti, dove si misurerà anche uno come Marco Vinicio Guasticchi.
Twitter @DanieleBovi
