Il segretario Leonelli (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dalla grande paura, dal fantasma di Perugia che sembrava materializzarsi a un anno di distanza, alla gioia. Dall’inferno al paradiso, o quasi, in «una notte che molti ricorderanno e per la quale – ha detto lunedì analizzando il voto il segretario regionale Giacomo Leonelli – voglio ringraziare il dottor Piepoli e le sue proiezioni che hanno ‘animato’ la serata». Animazione della quale in verità a piazza della Repubblica avrebbero fatto volentieri a meno: «Eravamo andati nel panico – racconta – ma guardando ai dati reali non siamo mai andati sotto».

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Il confronto Dati reali che parlano anche di un arretramento del Pd in termini assoluti: 25 mila voti in meno rispetto a cinque anni fa, quando il partito ottenne sempre il 36%. Rispetto alle comunali di un anno fa invece il calo, per quanto riguarda Perugia, è di circa 10 mila voti. Lunedì l’Istituto Cattaneo ha invece paragonato i risultati di domenica con quelli delle europee e delle politiche 2013. Il confronto secondo l’Istituto pone il partito di fronte a «risultati delundenti»: benché il confronto più omogeneo e forse più corretto sia quello con le regionali del 2010, rispetto alle europee il calo è stato di ben 102 mila voti, a testimonianza di come in quel caso l’effetto Renzi sia stato determinante. Quanto alle politiche 2013, sono ‘spariti’ 43 mila voti.

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I dati Dati pessimi anche per il Movimento 5 stelle (-39 mila rispetto alle europee e -91 mila rispetto al boom delle politiche) e Forza Italia (-36 mila e -72 mila). A proposito dell’astensione Leonelli ha parlato di un dato «non esaltante» ma che comunque parla di una regione dove non c’è stato uno smottamento». Il segretario ha visto il voto di domenica come il risultato «di una campagna elettorale strana, diversa rispetto al passato. La gente ci ha comunicato il proprio malessere per la crisi economica. C’è stato un voto d’opinione scollegato dal progetto del territorio. I 25 mila voti in meno? Sì, mi preoccupano perché parlano della fatica di ritornare a votare».

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Terreno impervio Sul voto secondo Leonelli non ha influito la criticatissima legge elettorale regionale e nel complesso il segretario vede un Pd «che ha fatto una performance discreta su un terreno che sapevamo impervio, anche grazie a un centrodestra unito e a un Ricci che ha svestito i panni del civico per indossare la camicia verde». In sintesi una domenica dalla quale il segretario vede uscire «un Pd rafforzato e in salute e che in consiglio guiderà il processo riformatore». Soddisfazione c’è anche per il dato di Perugia, divisa in due tra Ricci e Marini e con un Pd al 35 per cento.

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Rinnovamento Leonelli alza il pollice anche sul suo risultato personale (settimo su dieci eletti con oltre 5.300 voti, «soddisfacente per chi non ha mai avuto ruoli di governo»). Quanto al rinnovamento del gruppo consiliare, promesso prima del voto, in casa Pd uno dei pochi volti non visti negli anni scorsi in consigli o posti di governo è quello del medico perugino Attilio Solinas. «Io credo – commenta Leonelli – che a decidere sono gli elettori, che fanno quello che vogliono. Noi abbiamo dato loro un’ampia offerta. C’è un mix complessivo di rinnovamento e di esperienze».

Twitter @DanieleBovi

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