di Daniele Bovi
Poco più del 27 per cento, con i valori più bassi per quelle liste meno strutturate sul territorio o che raccolgono molto voto d’opinione, in molti casi ‘anti-sistema’. In termini percentuali, anche se un raffronto diretto non si può fare, numeri che parlano di un trend in calo rispetto alle regionali del 2010. Dai dati elaborati da Umbria24 e che si possono leggere attraverso il grafico interattivo pubblicato, è questo il quadro che emerge a proposito delle preferenze espresse dai cittadini umbri ai 319 candidati che il 31 maggio si sono giocati uno dei 20 posti a disposizione in consiglio regionale.
IL GRAFICO INTERATTIVO
L’ANALISI DEI FLUSSI
Doppia preferenza La contestatissima legge elettorale approvata poche settimane prima del voto ha concesso ai cittadini la possibilità della doppia preferenza di genere, dando cioè la possibilità di scrivere due nomi sulla scheda, purché uno di sesso differente, pena l’annullamento della seconda preferenza; un flop dato che di fronte all’obiettivo di facilitare l’ingresso delle donne in consiglio, in termini percentuali queste sono ancora meno rispetto al 2010. Complessivamente i voti dati alle 16 liste sono 351.696, e quindi le preferenze potenzialmente esprimibili erano il doppio, ovvero 703.392; una possibilità che magari però molti elettori non conoscevano.
GRAFICO INTERATTIVO: DOVE I 319 CANDIDATI HANNO PRESO I VOTI
TUTTE LE PREFERENZE
Le preferenze Quelle realmente date invece sono state 194.707, ovvero il 27,7 per cento. Nel 2010, anche se un confronto diretto non si può fare perché in quel caso la preferenza era unica, la percentuale era del 38 per cento. Numeri che però fanno pensare a un trend in calo. Il 31 maggio il risultato migliore lo ha messo a segno il Partito socialista, con il 49 per cento di preferenze espresse sul totale a disposizione. Un record che bissa quello del 2010, quando la percentuale fu però del 64 per cento. Bene anche Per l’Umbria civica e popolare (36,4 per cento), la lista dove correvano due pezzi da 90 di Ncd (Massimo Monni) e Udc (Sandra Monacelli).
L’INTERVISTA – SEGATORI: «ASTENSIONE CAUSATA DA DISAFFEZIONE»
MAPPA INTERATTIVA: I RISULTATI COMUNE PER COMUNE
I numeri Numeri alti anche per Umbria civica e popolare (45,8 per cento), derivati non tanto dalla forza del simbolo (bassa) quanto da quella dei candidati in grado di garantire pacchetti di preferenze. Il Pd si attesta al 35,4 per cento (nel 2010 41 per cento), Forza Italia al 26 per cento mentre Ricci presidente, una delle tre civiche a sostegno del sindaco di Assisi, al 28 per cento. Percentuali basse invece per Forza Nuova (15 per cento), Lega (14 per cento), Alternativa Riformista (9,4 per cento) e Movimento 5 Stelle (13,2 per cento). Insomma i partiti che più hanno raccolto il voto di protesta (M5S e Lega, ma non solo), con una classe dirigente meno strutturata sul territorio, con un forte voto d’opinione e con un consenso che dipende meno dal rapporto tra cittadino e candidato, sono quelle che raccolgono il numero di preferenze più basso.
PERUGIA: IL VOTO ZONA PER ZONA
Giovedì i flussi Il basso livello di preferenze che ha caratterizzato l’Umbria in realtà non deve stupire più di tanto, dato che storicamente le regioni del centro-nord del Paese hanno fatto e fanno un uso meno marcato di questo strumento. E così è stato anche in questa tornata, dove le percentuali più alte sono state registrate in Puglia e Campania. Di questi e di altri numeri si tornerà a parlare giovedì quando alle 11, alla sala Partecipazione di palazzo Cesaroni, il presidente dell’Aur Claudio Carnieri e Bruno Bracalente, professore del Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia ed ex presidente della Regione, presenteranno l’analisi completa sui flussi elettorali.
Twitter @DanieleBovi
