Un seggio elettorale (©️Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Sono almeno tre, con alcune variabili, le possibilità che l’elettore si troverà di fronte il 17 e 18 novembre, quando l’Umbria è chiamata a eleggere il nuovo presidente della Regione e i membri (in tutto venti) dell’assemblea legislativa. La legge elettorale regionale – il famigerato Umbricellum approvato tra  mille polemiche nel 2015 e che il consiglio non ha voluto modificare – prevede un maggioritario a turno unico: chi prende anche un solo voto in più vince, portandosi a casa il 60 per cento dei seggi. L’elettore, così come si può vedere dal fac-simile della scheda elettorale, troverà nomi e cognomi dei nove candidati presidente in un rettangolo, con a fianco il o i simboli delle liste che lo appoggiano; accanto a queste ultime poi ci sono due righe dove si possono scrivere il nome di un candidato consigliere al quale dare la preferenza.

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Le opzioni Candidati e liste saranno oggetto di due conteggi differenti: lo spoglio inizierà dai voti ottenuti dai primi, poi si passerà ai partiti e infine alle preferenze. Stando al testo della legge elettorale umbra, la prima opzione è quella di tracciare una X solo sul nome del candidato presidente. In questo caso il voto verrà esteso anche alla lista o alle liste che appoggiano il candidato presidente. Il riparto dei seggi infatti (altro punto largamente contestato) non avviene sulla base dei voti presi dai partiti bensì di quelli ottenuti dai candidati presidente.

Preferenze Tornando alla prima opzione, per fare un esempio concreto se si barrasse solo il nome di Donatella Tesei, il voto verrebbe esteso anche alla sua coalizione formata da sette liste, senza però essere attribuito ad alcun partito in particolare. L’elettore può anche tracciare un segno sul nome del candidato presidente e sul simbolo di una lista che lo appoggia, e in questo caso non ci sono dubbi a proposito dell’assegnazione del voto. Un’altra possibilità è fare un segno solo su un simbolo di una lista: in questo modo, il voto viene esteso anche al candidato presidente. L’Umbricellum prevede anche la doppia preferenza di genere: il 17 e 18 novembre si potrà scrivere il nome di un solo candidato oppure di due, a condizione che una preferenza sia espressa a favore di un candidato di sesso diverso, altrimenti la seconda preferenza sarà annullata. Insomma, votare due donne o due uomini non è possibile, pena la cancellazione del secondo nome.

IL FAC-SIMILE DELLA SCHEDA 

Niente disgiunto Se l’elettore poi scrivesse solo il nome di un candidato (o di due) senza barrare né il simbolo né il candidato presidente, il voto verrebbe automaticamente attribuito anche a questi due. Da tenere bene a mente poi il fatto che a differenza di quanto accade per le comunali, a metà novembre sarà vietato il voto disgiunto: non ci sarà quindi la possibilità di tracciare una X sul nome di un candidato presidente e un’altra X sul simbolo di una lista (magari con tanto di preferenza) che non lo appoggia. Chi lo farà, si vedrà annullare il voto. Idem per chi sceglierà di barrare due simboli di due partiti collegati a candidati differenti.

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