Quando sul tavolo c’erano progettazione, sperimentazione e corsa al brevetto, peraltro griffati da una realtà imprenditoriale ternana (Rmt) i tempi per il recupero delle scorie prodotte dal sito siderurgico di viale Brin sembravano brevi, ma alla fine la scelta del management di Ast è stata quella di indire una selezione internazionale, coinvolgendo gli operatori mondiali maggiormente qualificati, chiamati a presentare offerte per «progettazione e realizzazione industriale dell’intero servizio integrato di gestione, recupero e commercializzazione delle scorie, con la disponibilità a procedere al relativo affidamento». Il senatore Pd Gianluca Rossi vuole vederci chiaro.
Recupero scorie «Leggo sui quotidiani – rivela Rossi -che Ast ha sottoscritto con Rmt un protocollo d’intesa che ha portato, con la collaborazione di un Consorzio interuniversitario, all’individuazione di una tecnologia in fase di brevettazione europea, applicabile in un impianto industriale in tempi brevi. Ciò corrisponde al vero oppure no? – si chiede il senatore -. Ritengo – prosegue – che questo sia un aspetto centrale, al pari della necessità di sapere se esistono, al momento, altre tecnologie o brevetti in Italia o in Europa. Ciò è infatti il presupposto di una eventuale gara Europea per un futuro che però non può restare indefinito, ma deve avere contenuti e tempi certi , vincolanti per Thyssenkrupp».
Fattore tempo «Ancora una volta, – afferma Rossi – nell’affrontare il tema dello sviluppo futuro di Terni, ci troviamo di fronte ad una questione dirimente: il rispetto di piano industriali, ambientali e segnatamente del recupero delle scorie, diventano tema decisivo per l’Umbria, ed il fattore tempo è determinante non solo per rispondere alle precise prescrizioni degli organi competenti, ma per avere vantaggi verso gli altri competitors mondiali. Visto l’indiscutibile interesse pubblico per lo smaltimento e il recupero – aggiunge -, credo sia giunto il momento di mettere tutte le carte in tavola».
Ambiente Rossi, nel ribadire l’importanza del tema aggiunge: «Deve essere chiaro a tutti che con la green economy, declinata nel concreto, si gioca una partita fondamentale per la competitività delle imprese e del sistema Italia nello scenario Europeo e mondiale. È infatti il fattore ambiente che, oggi come oggi, seleziona le imprese sul terreno della competitività. Ci sono poi un florilegio di direttive europee in materia, che ribadiscono come in Italia si debba procedere speditamente verso scelte concrete, chiare e nette, che facciano del recupero e del riciclo dei rifiuti, scorie incluse, un potente fattore di sviluppo. Credo, quindi – conclude il senatore – che, evitando luoghi comuni e prese di posizione provinciali, sia giunto il momento di aprire tra tutti i soggetti interessati un dibattito pubblico fecondo basato su informazioni di merito. Sarebbe pertanto auspicabile un’immediata iniziativa delle istituzioni nazionali e locali, nonché delle forze economiche e sociali».
