Carlo Emanuele Trappolino

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Sabato in oltre 240 seggi della regione il popolo delle primarie (più gli iscritti al Pd che non hanno votato il 25 novembre e i Giovani democratici dai 16 anni in su) è chiamato a scegliere i parlamentari. Decisive le preferenze ottenute che serviranno ad ottenere un posto più alto in lista e quindi possibilità più alte di elezione. Umbria24 ha invitato tutti i candidati a rispondere a un pacchetto di domande identiche per tutti. Pubblichiamo le risposte di Carlo Emanuele Trappolino. In fondo all’articolo i link alle altre interviste. 

1) Quali saranno i temi al centro della sua attività di parlamentare?

I giovani, il lavoro, la cura del territorio. Tre parole che, qui in Umbria, possono essere declinate in un grande piano per il lavoro e lo sviluppo che metta in sicurezza un territorio regionale, il quale, vale la pena di ricordarlo, è minacciato per intero dai rischi connessi alle inondazioni e ai dissesti idrogeologici. I cambiamenti climatici ci assetano d’estate e ci rovesciano tempeste d’acqua d’inverno: è tempo di mettere mano a questa situazione usando la ricerca scientifica, nuovi materiali, tecnologie naturalistiche, sistemi di monitoring all’avanguardia e un’agricoltura di custodia delle colline che va premiata per il fondamentale ruolo che svolge. In questo delicato passaggio storico, l’agricoltura può tornare ad essere l’attività che plasma il mondo.

2) Quale sarà il primo disegno di legge che presenterà in caso di elezione? Se non fosse a costo zero, da quale capitolo di spesa prenderà le risorse?

Due leggi. La prima a costo zero, prevede l’adozione prioritaria e massiccia di software open source nelle pubbliche amministrazioni. Il secondo provvedimento riguarda una legge speciale per le criticità dei reticoli idrici della Regione Umbria e per i fenomeni di dissesto idrogeologico. Le risorse si trovano riducendo la spesa militare (F-35, in particolare: il Canada lo ha già fatto). Non si capisce perché dovremmo spendere qualche di miliardo di euro per far volare un aereo da combattimento mentre a terra i fiumi inondano case e imprese, le frane smontano i paesi e l’agricoltura di collina rischia di diventare un ricordo puramente letterario.

3) E’ d’accordo con l’istituire una patrimoniale? Se sì, indichi una soglia di reddito oltre la quale applicarla e l’entità

Sono d’accordo, Negli ultimi 25 anni l’8% del Pil italiano si è spostato dai salari alle rendite e profitti. È tempo di ridistribuire, per ragioni di equità e perché è necessario far leva sulla domanda per riaccendere il ciclo economico. Condivido quindi pienamente il progetto presentato nel dicembre 2011 dal Pd che prevede l’istituzione di un’imposta patrimoniale ordinaria progressiva sopra l’1,2 milioni di euro di patrimonio netto oltre il quale applicare un’aliquota progressiva, dallo 0,5% e che aumenta fino all’1%

4) E’ favorevole ai matrimoni gay e all’adozione dei figli da parte di coppie omosessuali?

Una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico. Questo ha scritto la Corte Costituzionale mentre alla politica spetta il compito di dare seguito al pronunciamento con una legge, per noi del Pd sul modello di quella tedesca. L’Italia è un paese strano: tollera di buon grado un attempato Presidente del Consiglio affetto da satiriasi farmacologicamente indotta ma è capace di scatenare una tempesta di fuoco sull’intero paese se qualcuno prova a mettere in piedi un ragionamento sui nuovi diritti al tempo della biopolitica. A me preoccupa il rigurgito di omofobia di cui sembrano riempirsi le cronache più recenti. Il caso delle due ragazze fermate alla stazione di Acilia per un bacio sulle labbra è indice di una cultura esecrabile che dilaga ben oltre le battute e le canzonature di una mediocre quotidianità. Serve una legge contro l’omofobia: partiamo dal testo del Pd così da consentire ad una norma di civiltà di diventare operativa. Poi lavoriamo serenamente e speditamente al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali e lasciamo ai nuovi diritti la possibilità di manifestarsi in uno spazio pubblico di discussione.

5) Come noto, la riforma delle Province è congelata per un anno: lei è favorevole alla loro abolizione o ritiene che la riforma vada bene così com’è?

Premesso che sulle province si è montata una guerra di religione, come se dalla loro abolizione o meno dipendesse la tenuta dello stato democratico. Il problema delle province è connesso al nostro assetto istituzionale. I cinque livelli sono eccessivi. Sono quindi d’accordo con Bersani quando sostiene di trasformare le province in organismi di secolo livello mettendo a capo della responsabilità politica e amministrativa i comuni. Il Pd ha presentato una proposta di legge attraverso cui si demanda alle Regioni di revisionare le “circoscrizioni provinciali ovvero alla soppressione delle esistenti”. Dentro il contesto regionale e dentro la trasformazione delle province in organismi di secondo livello è possibile immaginare scenari flessibili a seconda delle specificità dei territori. Specificità che, nel caso dell’Umbria, renderebbe opportuno il mantenimento di due province seppur opportunamente ridisegnate.

6) Indichi due provvedimenti concreti che riescano a combattere la disoccupazione

Riduzione del prelievo fiscale su lavoro e produzione attraverso un aumento progressivo della tassazione delle rendite finanziarie e immobiliari. Questo il provvedimento di cornice necessario a liberare risorse a vantaggio dei giovani e delle donne (per ogni nuovo posto di lavoro occupato da una donna se ne generano altri nel settore dei servizi (15 nuove occupate ogni 100 posti di lavoro femminili). Inoltre, i dati OCSE dimostrano, tra l’altro, una positiva correlazione tra incremento demografico e maggiore occupazione femminile). Per produrre nuovi posti di lavoro bisogna facilitare le assunzioni e non i licenziamenti. Serve inoltre un agenzia pubblica che riattivi il motore dello sviluppo e delle politiche industriali, missione che potrebbe essere affidata alla Cassa Depositi e Prestiti. Oggi l’istituto però non ha una direzione chiara né un management all’altezza di un nuovo compito. Le sue risorse possono essere invece preziose sia per attrezzare il paese di infrastrutture tecnologiche adeguate alle nuove sfide, sia a sostegno delle piccole e medie imprese, sia per promuovere settori specifici (penso agli alloggi popolari e ad interventi sul settore delle energie rinnovabili). Si tratta quindi di indicare un nuovo gruppo dirigente e una missione più aderente alle politiche di sviluppo del Paese.

Leggi le altre interviste ai candidati

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