di Ivano Porfiri
Le ore passano e il tempo per chi vuole avere una poltrona da parlamentare nel suo destino sono sempre di meno. In vista della direzione del Pd di giovedì, che dovrebbe sciogliere molti nodi, il quadro è molto intricato sia tra i bersaniani che tra i renziani. Proviamo a fare un po’ di chiarezza, pur nell’incerto di una situazione che cambia di continuo.
Guasticchi e Lorenzetti Le ultime indiscrezioni danno due big del Pd umbro in campo come il presidente della Provincia di Perugia Guasticchi e l’ex presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti che sarebbe pronta sciogliere la sua riserva venerdì, dopo la direzione regionale e con il quadro delle deroghe davanti. Deroghe che vanno chieste al partito entro mercoledì con la decisione del Comitato elettorale nazionale che arriverà, stando al regolamento, entro le 24 ore successive.
Senza primarie Chi non deve passare per le primarie? Innanzi tutto la cosiddetta «riserva del segretario»: sono il 10% dei potenziali eletti scelti da Bersani nella società civile o in personalità di spicco del partito. In verità, c’è una corsa delle diverse correnti a imporre i propri nomi. Oltre a questi, non devono fare primarie i capilista e in Umbria sembrano già scelti. Tra l’uno e l’altro i posti in tutta Italia saranno alla fine circa 130, circa uno su tre.
Capilista Scontato per il Senato l’ex leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che avrebbe preferito l’Umbria alla Campania anche per l’appoggio che avrebbe avuto direttamente dal sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali. Alla Camera altrettanto per scontata si dà la prima posizione di Marina Sereni.
Alle primarie Tra chi va alle primarie, restano i dubbi sul fatto che la «riserva» di Bersani potrebbe non arrivare prima di venerdì. Questo apre una serie di problemi: se, mettiamo, un candidato deve proporsi entro giovedì, e conta sul ripescaggio di Bersani, poi la ciambella di salvataggio potrebbe anche non arrivare. Detto ciò ecco il quadro, in continua evoluzione, tra i bersaniani.
Terni Le notizie da piazza della Repubblica dicono che il nazionale centellinerebbe le deroghe e oggi l’unico ad avere la strada spianata è l’assessore ternano Gianluca Rossi. Sempre a Terni quasi certa la candidatura dell’assessore provinciale Stefania Cherubini. C’è anche la possibilità che il «derogato» Mauro Agostini possa optare per presentarsi alle primarie a Terni. A Orvieto, invece, oltre la riconferma scontata di Carlo Emanuele Trappolino, spunta il nome di Silvia Fringuello.
Perugia A Perugia il nodo è molto più intricato tra i bersaniani. C’è Bottini, in una situazione scomoda come molti altri segretari regionali. Sarà la sua direzione a votare l’eventuale deroga che lui stesso sarebbe intenzionato a chiedere? Se si candiderà lo spazio si restringe perché molti dovranno lavorare a garanzia del segretario. A scapito di altri possibili candidati, tra cui potrebbe esserci l’assessore comunale Andrea Cernicchi. L’unica candidata certa pare l’altro assessore Lorena Pesaresi. Ma si parla anche di Valeria Cardinali.
Gli uscenti Nei territori sono in posizione forte i parlamentari uscenti: Gianpiero Bocci che farà incetta a Perugia e nello Spoletino, forse in ticket con Annarita Fioroni. In Altotevere certa la candidatura di Walter Verini. Tra gli altri uscenti, invece, Ferrante non ha la deroga, mentre di Sandro Gozi al momento non si hanno notizie. Per tutti resta la speranza di entrare nella «riserva indiana» e quindi di scampare le forche caudine delle primarie.
Alla finestra All’appello mancano diversi big e territori rimasti scoperti. Foligno, in primis. Riommi ha bisogno di una deroga e non è certo che la ottenga. Sullo sfondo resta anche una candidatura di un giovane amministratore (Joseph Flagiello?), che potrebbe avere il sostegno di Maria Rita Lorenzetti, sempre che non decida lei stessa di mettersi in pista. Capitolo Giulietti: molti danno il sindaco di Umbertide furioso per la necessità della deroga emersa dalla direzione nazionale. Nonostante ciò potrebbe chiederla e partecipare. In Altotevere si candiderebbe anche la giovane Anna Ascani.
I renziani si muovono Sul fronte renziano, riunione martedì sera al Park Hotel di Ponte San Giovanni per sciogliere i nodi. In pole position, smentendo quanto detto negli ultimi giorni e grazie a un passaggio del decreto legge sull’election day che elimina l’incandidabilità dei presidenti delle Province, ci potrebbe essere Guasticchi che entro mercoledì prenderà una decisione; poi c’è Domenico Caprini che ha coordinato la campagna del 25 novembre. E’ data per certa, intanto, la richiesta di deroga da parte del sindaco di Corciano, Nadia Ginetti: visto che è sindaco di un comune di ben oltre 5 mila abitanti. Martedì mattina Ginetti è stata avvistata a Firenze, dove ha incontrato il sindaco del capoluogo toscano.
Leonelli si candida Renziani vicini a Leonelli si sono riuniti lunedì in gran segreto a Bastia ed è arrivato il via libera. Lo stesso Leonelli comunica che «a seguito di una riunione con numerosi comitati di Perugia e Provincia stiamo valutando l’opportunità di una mia candidatura alle prossime primarie; ciò alla luce del fatto che il nostro primario interesse è senza alcun dubbio quello che la domanda di rinnovamento della classe dirigente e dei contenuti (emersa con nettezza nel nostro territorio alle primarie del 25 novembre), possa essere accolta e riaffermata anche al prossimo appuntamento».Con lo stesso spirito, aggiunge Leonelli, «auspico comunque che possa essere della partita Nadia Ginetti, con la quale personalmente ho condiviso gran parte della campagna elettorale, e che rappresenta un’importante esperienza nell’amministrazione coniugata alla giusta capacità d’innovazione». Non è detto che non sia in corsa, inoltre, la spoletina Laura Zampa.
Trasimeno e Pietralunga Tra le curiosità di queste ore frenetiche, dal Trasimeno si segnala che la direzione del Pd di Castiglione del Lago avrebbe deciso di sostenere la candidatura di Matteo Burico, attuale assessore della giunta Batino, ma di rito renziano. Se lo sostiene l’intero partito ha un potenziale da oltre 1.500 preferenze. Il comitato Renzi di Pietralunga, intanto, ha chiesto al sindaco Mirko Ceci di candidarsi, sulla scorta della percentuale più alta per Renzi in Umbria nel piccolo centro altotiberino.
