di Daniele Bovi
In sei per tre posti. Domenica a Magione, Panicale e Montefalco il popolo del centrosinistra è chiamato a scegliere i tre candidati sindaco in vista delle elezioni del 25 maggio. Tre sfide che si aggiungono alle sei di domenica scorsa, quando dai gazebo sono usciti vincenti Wladimiro Boccali (Perugia), Sergio Batino (Castiglione del Lago), Fausto Scricciolo (Città della Pieve), Riccardo Bardelli (Paciano), Roberto Ferricelli (Piegaro) e Moreno Landrini (Spello). Il comune più grande e sul quale più si concentrerà l’attenzione è Magione: finita dopo un decennio l’era di Massimo Alunni Proietti, per la sua eredità sono in corsa in due. Da una parte c’è il favorito, ovvero l’attuale assessore alla Cultura Giacomo Chiodini, 32 anni, che se la dovrà vedere con il preside dell’Ipsia di Perugia, Giuseppe Materia, di Sel. Una corsa che sarebbe in realtà dovuto essere più ampia, visto che all’ultimo momento si sono ritirati il renziano Diego Contini e il vicesindaco uscente Luciano Taborchi (Ps).
Montefalco e Panicale Per quanto riguarda Montefalco invece, Alessandro Broccatelli tenta la seconda scalata al palazzo comunale, dopo che nel 2009 fu sconfitto dal centrodestra guidato da Donatella Tesei. Classe 1972, è consigliere comunale e negli anni passati è stato assessore nelle giunte Valentini. A sfidarlo sarà Maurizio Biondi, 68enne presidente a fine mandato di Webred e già consigliere comunale nelle passate legislature. A Panicale il match è a due tra Giselda Bruni, 56enne insegnate e assessore uscente della giunta di Luciana Bianco e il giovane avvocato di Tavernelle Giulio Cherubini, mentre un passo indietro lo ha fatto Antonio Gallo, attuale assessore ai Lavori pubblici e figura da lungo tempo sulla scena politica.
I seggi Cinque i seggi che saranno allestiti a Magione (piazza Matteotti, circolo Arci di Villa/Soccorso, circolo Arci di Agello, circolo Canottieri di San Feliciano, palestra di Sant’Arcangelo), quattro a Panicale (Csa di Panicale, Occhio a Tavernelle, Fronte bar a Casalini e Circolo di Colle San Paolo) e due a Montefalco (viale della Vittoria a Montefalco e negli spazi della ex scuola a Turrita). «Le primarie sono un fatto importante – sottolinea il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli – e rappresentano un grande strumento di partecipazione. Per il Pd scegliere di aprirsi ad elettori e simpatizzanti per selezionare i propri candidati è sempre un atto di coraggio e innovazione, fondamentale per riconnettere, in tempi difficili in cui cresce la sfiducia nei confronti della politica, gli elettori con le amministrazioni».
Polveriera Gubbio Di primarie si è invece tornato a parlare giovedì in quella polveriera che è il Partito democratico di Gubbio. Reduce dalla chiusura dolorosa e anzitempo della consiliatura di Diego Guerrini, il sindaco renziano che dopo due anni si è dovuto arrendere accusando il suo stesso partito di averlo silurato («contro di me – disse nel suo ultimo giorno da primo cittadino – c’è stata una guerra atomica di veleni e fango»), lo scontro nel partito sta proseguendo per la successione, con tanto di doppio candidato. Da una parte c’è quello «ufficiale» presentato mercoledì, ovvero Ennio Palazzari, dall’altra quel Filippo Stirati che non ha depositato la sua candidatura alle primarie che il partito aveva pensato di celebrare. Stirati però non si arrende e vuol partecipare alle consultazioni di fine maggio.
La lettera E proprio giovedì un gruppo di iscritti pd, in primis l’ex segretario cittadino Michele Sarli (con lui Gianni Fiorucci, Barbara Mischianti, Federico Panfili, Diego Pierotti e Gianni Fabbretti) si sono appellati all’attuale segretario Claudio Ruspi e a Stirati per verificare se c’è la possibilità di indire primarie. Primarie che, ha detto Stirati giorni fa presentando la sua candidatura, «avremmo voluto aperte e di coalizione, ma alla fine hanno prevalso miopie e veti». «Che sia lo stesso Stirati – scrivono allora Sarli e soci – a dire come le vuole organizzare per consentire a tutti i cittadini di dire chi sarà il futuro sindaco di Gubbio». Con lui ci sono Psi e Sel (oltre alle liste civiche ‘Scelgo Gubbio’ e ‘Gubbio rinasce’), ed ecco quindi che la lettera di giovedì è un tentativo di ricucire le ferite di un centrosinistra in frantumi dove domenica scenderà ufficialmente in campo il candidato dell’ala sinistra, quella dove giocano Rifondazione e la lista ‘Gubbio libera’.
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