di Chia.Fa.
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Piccoli aggiustamenti e qualche dettaglio in più. Resta quella anticipata da Umbria24 nei giorni scorsi l’ossatura del regolamento delle primarie, limata giovedì dalla segreteria provinciale del Pd che ora si prepara a incassare il via libera dell’assemblea, convocata per sabato, in vista dell’appuntamento del due marzo, quando l’elettorato di centrosinistra, in caso di primarie di coalizione, o quello del Pd, se saranno di partito, sarà chiamato a scegliere il candidato sindaco alle prossime amministrative.
Sindaci uscenti In prima battuta va rilevata la decisione di concedere altre due settimane di tempo ai sindaci uscenti ma rieleggibili che, entro il 31 gennaio, dovranno comunicare formalmente al segretario comunale la propria disponibilità a un’eventuale ricandidatura. Dopodiché, a ben guardare, l’assemblea territoriale di riferimento avrà i giorni contati per scegliere maggioranza dei tre quinti se imboccare la strada delle primarie, che potranno essere sia di coalizione che democratiche, oppure individuare un percorso tutto interno.
Tempi di primarie La mossa, di non poco conto, dovrà essere adottata entro il 6 febbraio, considerando che a partire dal giorno seguente, e fino al 23 dello stesso mese, si aprirà la fase di sottoscrizione degli sfidanti. Stessa scadenza è stata, quindi, fissata per l’elezione del comitato organizzatore delle primarie, minimo 5 membri, massimo 15, che dovrà essere composto «nel rispetto del pluralismo interno».
Regole primarie di coalizione Nei territori in cui si deciderà di indire le primarie di coalizione, il regolamento dovrà essere concordato con le altre forze politiche di centrosinistra, in ogni caso il Pd ha deciso che i propri potranno partecipare solo se incasseranno il 35% del sostegno dell’assemblea o almeno il 20% degli iscritti, dimezzata la soglia circolata nei giorni scorsi che riferiva di un proibitivo 40% delle tessere in corso.
Regole primarie Pd Se Rifondazione, Sel, Socialisti e Idv non avranno un candidato da proporre o non vorranno far parte dalla coalizione, il Pd procederà alla primarie interne. Qui le regole variano a seconda che ci si trovi a fare i conti con un sindaco al primo mandato disponibile a ricandidarsi per il secondo oppure che si debba selezionare il protagonista di un’avventura amministrativa tutta nuova. Nel primo caso gli sfidanti del primo cittadino uscente, automaticamente in corsa, dovranno incassare il sostegno del 30% dell’assemblea o del 15% degli iscritti, nel secondo i margini sono più ampi ed è sufficiente il 10% dei delegati e il 3% dei tesserati.
Piccoli Comuni Negli Enti locali con un numero di abitanti inferiori a 5 mila, l’assemblea Pd può selezionare internamente il candidato sindaco a patto però che il nome risulti condiviso dal 70% dei delegati.
Maggioranza relativa Per il Pd provinciale, poi, il candidato sindaco sarà scelto dagli elettori a maggioranza relativa, quindi chi raccoglie più preferenze la spunta, ma con il voto favorevole del 60% dei delegati delle assemblee territoriali si potrà optare per la maggioranza assoluta, spalancando le porte al doppio turno.
Elettorato Come sempre potranno partecipare al voto anche i giovani che abbiano compiuti 16 anni, gli stranieri residenti iscritti all’Albo dedicato (per le nuove registrazioni c’è tempo fino al 26 febbraio) e tutti i cittadini italiani e comunitari che si riconoscono nella proposta politica del Pd. Per votare è richiesto un contributo 2 euro, fanno eccezione i militanti con tessera in corso.
