Rossi, Giachetti, Delli Guanti e Di Girolamo oggi a Terni (foto Toni)
Rossi, Giachetti, Delli Guanti e Di Girolamo oggi a Terni (foto Toni)

di Daniele Bovi e Fabio Toni

Nell’accampamento dei bersaniani umbri è il momento di serrare i ranghi. Assediato dall’avanzata renziana e sotto shock per l’inaspettato e doloroso ko arrivato domenica, lo stato maggiore martedì si è riunito nella sede del Pd di piazza della Repubblica per fare il punto della situazione. Dalla presidente della Regione Catiuscia Marini al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali fino agli assessori regionali Rossi, Bracco e Tomassoni insieme a molti sindaci e al segretario regionale Bottini, la linea è una: ventre a terra in vista di domenica quando ci sarà il ballottaggio. Il breve incontro andato avanti per una quarantina di minuti dopo pranzo è stato operativo: la discussione sulle ragioni della sconfitta al primo turno è stata rimandata alla settimana prossima. Ora è il momento di stringersi e di fare campagna elettorale sul territorio chiedendo ancora più impegno agli amministratori locali. Nelle stanze del partito viene sottolineata l’esigenza di motivare e rimotivare l’elettorato bersaniano: il timore è infatti quello di un possibile scoramento mentre i renziani hanno il vento in poppa e viaggiano sull’onda dell’entusiasmo.

Modello Umbria «L’Umbria – ha detto martedì il presidente della Provincia di Perugia Guasticchi – è un modello da imitare per vincere le primarie». Lo ha affermato il presidente della Provincia di Perugia e membro del Pd Marco Vinicio Guasticchi dopo il risultato registrato dal candidato alle primarie del centrosinistra Matteo Renzi domenica scorsa. «Da una regione come l’Umbria – ha aggiunto Guasticchi – dove il centrosinistra ha ben governato e dove si sono ottenuti risultati tanto importanti, dovrà partire domenica 2 dicembre, giornata del ballottaggio, una forte spinta anche per le altre regioni in una logica di contagio positivo».

Terni A Terni invece cantano tutti vittoria. E non potrebbe essere altrimenti. I bersaniani per aver raggiunto un risultato brillante (52,5%), in decisa controtendenza rispetto al dato regionale. I renziani per un exploit forse inatteso, con buoni numeri un po’ ovunque, «nonostante tutte le istituzioni del territorio fossero schierate apertamente con Bersani». I primi a parlare, martedì, sono i fedelissimi del segretario. Con il coordinatore del comitato ternano, Emilio Giacchetti, ci sono anche il segretario comunale Andrea Delli Guanti e due pezzi da novanta come l’assessore regionale Gianluca Rossi e il sindaco Leopoldo Di Girolamo. «Siamo orgogliosi di questi risultati – spiega Emilio Giacchetti – il migliore delle medie e grandi città umbre. Terni ha compreso il messaggio di vero rinnovamento rappresentato da Bersani. Abbiamo fatto un gran lavoro insieme ai cittadini, ascoltandoli e capendo le loro richieste. Da Terni parte il tentativo di “convertire” il dato umbro». Andrea Delli Guanti si toglie per un attimo la veste di bersaniano e parla da segretario: «Ringrazio tutti i volontari e i comitati dei cinque candidati per aver dato una grande prova di democrazia. A livello cittadino l’affluenza è stata di circa 8.200 votanti e di questi tempi ci sembra un gran risultato. Le primarie hanno riattivato circoli, portato un generale fermento che deve essere capitalizzato, per affrontare nel modo migliore quella che è la vera campagna elettorale». Poi sull’esito: «Dal comitato ternano pro-Bersani può arrivare un contributo importante per ribaltare il risultato umbro».

Di Girolamo e RossiIl sindaco Leopoldo Di Girolamo sottolinea invece come il voto non vada letto come «una sorta di opposizione fra conservatori e innovatori. Qui – spiega il primo cittadino – ci sono giovani in grado di interpretare la domanda di rinnovamento che viene dal Paese e il sostegno espresso in favore di Bersani nasce dalle opinioni, da una riflessione molto più profonda del semplice spirito di appartenenza. E’ un errore collegare le questioni nazionali con il gradimento degli amministratori locali. Sono due cose divise tra loro, non collegate». Per Gianluca Rossi, «Bersani sarà il candidato premier perché la guida del Paese richiede impegno e uno sforzo complesso. Non basta un semplice richiamo al cambiamento, ma serve una visione ampia, proiettata all’Europa e al mondo. Un’ottica che appartiene a Bersani, ma non a Renzi». Il segretario viene indicato come «candidato ideale per Terni», città in cui «si incrociano questioni serie e si avverte direttamente l’esigenza di una nuova stagione di politiche industriali. La città ha dimostrato di rifiutare una visione superficiale delle classi dirigenti».

Renziani all’attacco La risposta dei renziani arriva a stretto giro. A guidare la truppa che sostiene il sindaco di Firenze ci sono i consiglieri comunali Valdimiro Orsini e Valerio Tabarrini, oltre al sindaco di Fabro, Maurizio Terzino, coordinatore provinciale dei comitati per Matteo Renzi. «Prima di tutto vogliamo ringraziare gli oltre 150 volontari del comitato presenti ai seggi e i tantissimi che hanno espresso il loro consenso per Renzi (38% dei votanti in tutta la provincia, ndr)». Poi uno sguardo ai risultati: «Sono entusiasmanti – afferma Tabarrini – e ci parlano di un percorso politico radicato e strutturato, destinato a durare nel tempo». Numeri che vengono definiti «eccellenti anche a Terni», nonostante la città venga dipinta come una roccaforte bersaniana. «Il dato del 33,4% – spiega Valdimiro Orsini – va letto in un contesto di grande difficoltà, con tutte le istituzioni cittadine schierate apertamente per Bersani. Basti ricordare come i nostri rappresentanti si siano impegnati direttamente, ad esempio facendo volantinaggio fuori dai cancelli dell’acciaieria. Abbiamo potuto verificare come il modo della cooperazione sociale, a Terni, abbia funzionato alla perfezione come ufficio elettorale del centro sinistra, pro-Bersani».

La svolta è a un passo Sassolini vecchi e nuovi, retaggio di contrasti tutti interni al centrosinistra locale. Poi si torna sul tema: «Possiamo vincere – affermano i due consiglieri comunali – perché la gente ha capito in pieno il messaggio di Matteo Renzi. L’invito che rivolgiamo a tutti è di andare a votare perché la svolta è a un passo. Soprattutto se la possibilità di iscriversi per votare verrà data davvero a tutti, aprendo un buon numero di uffici elettorali e non solo le sedi provinciali dei partiti». Il sindaco di Fabro, Maurizio Terzino, gongola per i quindici comuni pro-Renzi, sui trentuno della provincia. «In Umbria – spiega abbiamo vinto un po’ ovunque. Anche il dato di Orvieto (perfetta parità, ndR) va letto tenendo conto del sostegno a Bersani espresso da un parlamentare, un consigliere regionale e dall’ex sindaco oggi impegnato in provincia. Ora ci aspettano giorni di passione ma siamo convinti che la gente abbia capito fino in fondo che Matteo Renzi è il portavoce di un’idea che parla di rinnovamento».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.