di Chia.Fa.
Prime fibrillazioni politiche all’indomani della sentenza di incostituzionalità della norma regionale con cui nel 2014 è stato salvato il Piano regolatore generale di Spoleto. A manifestarle il consigliere comunale d’opposizione, Giancarlo Cintioli (Insieme per Spoleto), che contesta duramente l’intervento del sindaco Andrea Sisti.
Prg di Spoleto, Cintioli attacca Sisti «Siedo in commissione urbanistica e non abbiamo mai avuto modo di visionare i documenti con cui l’amministrazione intende mettere in sicurezza il Prg», ha detto sabato pomeriggio Cintioli, accusando il sindaco «dell’ennesima presa per i fondelli verso la cittadinanza, perché – ha proseguito – molte volte in questi mesi è stato sollecitato a riferire sulla vicenda e non lo ha mai fatto, mentre oggi, dopo la sentenza di incostituzionalità, afferma di essere al lavoro da febbraio». Per il consigliere, dunque, il sindaco «o è bugiardo quando non risponde alle opposizioni oppure lo è quando dice che si è attivato da febbraio».
Attività edificatoria e fronte tributario In questo senso, Cintioli ritiene che Spoleto «sia ora di fronte a un problema serio, di cui nessuno si era realmente preoccupato: da lunedì – sostiene il consigliere – l’attività edificatoria nel territorio comunale sarà bloccata e credo che, oltre al tema urbanistico, ce ne sia anche uno economico e finanziario per l’ente legato alle cartelle Imu dal 2014 in avanti e relative ai terreni edificabili, su cui è opportuno ragionare di messa in sicurezza del bilancio». Il fronte tributario, infatti, è quello da cui si è innescato il procedimento davanti alla Consulta, chiamata dalla Corte regionale tributaria a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale della norma regionale con cui nove anni fa è stato salvato il Prg di Spoleto.
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