di Daniele Bovi
Eros Brega, a meno di imprevisti scossoni, si avvia verso la riconferma sullo scranno più alto di palazzo Cesaroni nel quadro di un accordo, all’interno del centrosinistra, che dovrà riguardare anche l’Ufficio di presidenza. Le trattative andranno avanti fino all’ultimo minuto, fino quasi alle 15 di mercoledì quando l’assemblea è stata riconvocata per procedere all’elezione. Martedì in aula sono andate in scena solo le prove generali, dovute al fatto che nelle prime tre votazioni, da statuto, è necessaria una maggioranza bulgara pari ai quattro quinti (25 consiglieri su 31). Con il Pdl non interessato a dare fiducia a Brega e che punta tutto sulla conferma del duo Lignani-De Sio, il conclave di palazzo Cesaroni procederà mercoledì con l’elezione, quando basterà la maggioranza assoluta (16 consiglieri).
Fumate nere Per la cronaca, martedì le votazioni hanno dato questo esito: nella prima (28 votanti) hanno riportato due voti Orfeo Goracci (Comunista umbro) e uno Andrea Smacchi (Pd) mentre le schede bianche sono state 25. Nella seconda cinque voti per Smacchi, due per Massimo Buconi (Psi) e uno per Roberto Carpinelli (Marini per l’Umbria) con 20 schede bianche. Nella terza ed ultima nove voti per Smacchi, uno per Buconi e uno Renato Locchi (Pd) con 17 bianche. Subito dopo la maggioranza si è riunita per fare il punto della situazione partendo da una certezza: la proposta del Pd di ricandidare Brega, nonostante l’astensione sulla riforma della sanità, e la richiesta di compattezza sulla conferma del resto dell’Ufficio di presidenza.
Gli appetiti Attualmente l’Ufficio uscente è composto, oltre che dal presidente Eros Brega, dai vicepresidenti Damiano Stufara (Prc-Fds) e Andrea Lignani Marchesani (Pdl) e dai consiglieri-segretari Fausto Galanello (Pd) e Alfredo De Sio (Pdl). Nel corso del summit di maggioranza e della serie di incontri «bilaterali» tenuti nel corso del pomeriggio con il Pd che ha visto tutti i partiti, si sono manifestati gli appetiti sulla poltrona del rifondatore Stufara. A spingere per ottenere un riconoscimento è il Psi insieme a Carpinelli e Goracci. Per Prc e Idv però va riconfermato l’Ufficio attuale all’interno di un accordo complessivo: mettere a rischio Stufara significherebbe far traballare Brega. Conclusa la marcia di mercoledì a Terni dove ci sarà anche Susanna Camusso per la manifestazione in occasione dello sciopero generale, si torna a trattare e poi a votare.

