di Daniele Bovi
Convenienze personali, capricci di prime donne più arroganti che talentuose, critiche all’operato della giunta e pure a qualche consigliere regionale. Restituiscono l’immagine di una vera e propria polveriera le parole con cui il segretario uscente della Lega, Virginio Caparvi, ha annunciato giovedì che le condizioni per una ricandidatura almeno per il momento non ci sono. Il direttivo del partito che si è tenuto mercoledì ha deciso che le assise si terranno il 30 settembre.
Sconfitte Un cambio di marcia necessario dopo una lunga scia di tensioni e sconfitte. Dentro la coalizione di destra-centro ormai le carte le dà il partito elettoralmente più forte, cioè FdI; a Terni le comunali hanno rappresentato un disastro politico: la Lega è passata dall’avere un sindaco (Leonardo Latini, osteggiato però anche da un pezzo del suo partito) e 13 consiglieri a non entrare neppure in aula. Duro ko anche a Corciano, che va a sommarsi ad altri casi come quelli di Spoleto, Città di Castello e non solo. La conferma di Luca Carizia a Umbertide, di fronte a questo quadro, è un peso troppo leggero per far tornare la bilancia almeno in parità. A Perugia, poi, il prossimo anno saranno altri a dare le carte in vista delle comunali, mentre il partito ha perso pezzi in aula come Alessio Fioroni e Daniela Casaccia.
Tensioni Come se non bastasse, la Lega è stata attraversato da fortissime tensioni interne, come i casi che hanno riguardato le espulsioni (avviate ma mai concretizzate) dell’assessore regionale Enrico Melasecche e dell’ex senatore Luca Briziarelli. «Condurrò con disciplina e onore il ruolo di deputato della Repubblica – scrive Caparvi su Facebook – con gioia, amore e determinazione quello di sindaco di Nocera Umbra. Per il resto si vedrà, non ho mai voltato le spalle a nessuno e mai lo farò, certo debbono esserci delle condizioni politiche che oggi fatico a intravedere». Insomma, Caparvi dopo otto anni alla guida della Lega umbra è pronto a farsi da parte. Prima di salutare, però, ci sono bordate per tutti o quasi.
Comunità dispersa Il segretario uscente ricorda in primis che si è in parte dispersa una comunità di amministratori cresciuta nel corso del tempo e che, ora, sale sui treni giudicati più veloci. Caparvi si rammarica di non aver potuto svolgere il suo ruolo «al massimo delle mie facoltà» vista la necessità di tenere insieme «equilibri delicatissimi per così contemperare le spinte e i capricci di “prime donne” che hanno dimostrato più arroganza che talento». Pur senza nominarlo nel mirino c’è Melasecche: «Componenti autorevoli della giunta regionale – scrive – ormai da tempo disquisiscono di come si dovrebbe gestire un partito. Farebbero molto meglio a concentrarsi su ciò che gli compete».
La giunta E qui, dal termovalorizzatore fino alla sanità e alle infrastrutture arrivano critiche alla giunta. «Dovessimo mai riuscire a dire agli umbri, dopo quattro anni – sostiene il segretario – se e dove si costruirà un termovalorizzatore, quando si approverà il nuovo piano sanitario, quando vedremo iniziare il cantiere del nodino, se questi direttori in sanità abbiano o meno risposto agli intendimenti che gli sono stati dati… oppure se non tutti ne sono capaci. Chissà». Critiche pesanti tenendo conto che si tratta di alcuni dei dossier più importanti della legislatura. «Credo sia maggiormente proficuo per la collettività umbra – dice Caparvi – che ognuno si concentri sulle proprie prerogative, senza indagare su quelle altrui».
I consiglieri Infine ce n’è anche per alcuni consiglieri, soprattutto per quelli più lontani da Caparvi; gente che farebbe bene «a fare due settimane di tirocinio in un Comune, di fianco a un sindaco. Scoprirebbe che la politica va un pochino oltre ai social, all’approvazione di mozioni che valgono appena il costo della carta su cui vengono stampate. Imparerebbe il valore di una parola data e la responsabilità e l’onere di doverla mantenere a ogni costo. Per ora la chiudo qui». Di sicuro basta e avanza.
