«Con il Piano strategico di rilancio del polo chimico del territorio ternano, che vanta una dotazione complessiva di 15 milioni di euro, la Regione Umbria ha deliberato un sostegno alle iniziative di investimento per il rilancio e lo sviluppo delle imprese in un’area strategica per la crescita dell’intera regione». Così l’assessore regionale Francesco De Rebotti presentando la nuova progettualità che individua nel polo di Terni e Narni «un ambito da sostenere e promuovere per trovare un’inedita e virtuosa sintesi tra produzione di qualità, competitività innovativa, inclusione sociale e sostenibilità ambientale».
Polo chimico Terni Ad ora, a quanto si apprende, è già operativo il primo avviso per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di programmi di investimento finalizzati all’introduzione di investimenti produttivi e per la tutela ambientale per complessivi 7 milioni di euro. La scadenza per la presentazione delle domande di ammissione alle agevolazioni è fissata per il prossimo 6 marzo 2026. «Questo primo avviso – spiega De Rebotti – fa parte del più ampio programma di interventi regionali per l’area dell’ex polo chimico, che prevede misure agevolative a fondo perduto a sostegno di micro, piccole, medie e grandi imprese nell’ambito dell’efficientamento energetico e delle fonti rinnovabili, della Ricerca e Sviluppo, dell’aiuto alla creazione di Start-up innovative nonché del sostegno ai Poli di Innovazione. In un progetto di rilancio così complesso e ambizioso, le risorse economiche non rappresentano l’unica leva: risulta fondamentale il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder del territorio».
Università Sempre in quest’ottica si inserisce «l’intenso lavoro promosso dalla Regione su più tavoli, in primis quello con l’Università degli Studi di Perugia che, grazie alle risorse Pnrr, ha avviato due spoke di ricerca su nanomateriali e biomateriali all’interno dell’ecosistema di innovazione ‘Vitality’. Considerata la strategicità della specializzazione sui materiali innovativi, la Regione ha siglato un protocollo con l’Università per garantire supporto e collaborazione all’iniziativa. L’obiettivo è far evolvere lo spoke sui biomateriali in un vero e proprio polo di innovazione che potrebbe insediarsi all’interno del polo chimico, valorizzando la vocazione storica del sito e accompagnandone la conversione verso una chimica orientata ai principi della sostenibilità. Questa sinergia tra ricerca avanzata, imprese del territorio e infrastrutture produttive rappresenta un elemento chiave per rendere l’area nuovamente attrattiva e competitiva, creando opportunità concrete di sviluppo per le imprese locali e di altre regioni interessate a investire in un ecosistema innovativo e sostenibile».
