Un tubo in cemento-amianto

Quanti chilometri di acquedotto sono stati costruiti in cemento-amianto? Come si intende bonificarli? Sono queste le due domande al centro dell’interpellanza presentata al sindaco del Comune di Piegaro e a Umbra Acque da parte del capogruppo dell’opposizione Augusto Peltristo della lista «Civicamente adesso Piegaro». Il consigliere parte dalle «numerose interpellanze dove ravvisavamo un servizio idrico integrato che faceva acqua da ogni punto di vista, iniziando con la nuova gestione centralizzata del programma Acea 2.0, portando ritardi sulla fatturazione e disagi a tanti cittadini oltre che un alto costo, le tariffe che continuano ad aumentare anche nel periodo 2016-2019. Aumenti a cui non corrisponde un’azione efficiente». Secondo il consigliere «investimenti realizzati in minima parte» hanno portato a perdite superiori al 50 per cento, mancanza di manutenzione, aumento dei costi per la fornitura con autobotti e altri problemi.

AMIANTO, SINDACATI CHIEDONO PIANO STRAORDINARIO

L’interpellanza «A tutto ciò – dice ancora – bisogna aggiungere che le tubazioni sono fatiscenti, inadeguate, vecchie, vulnerabili e non sicure». A proposito di quelli in cemento-amianto e di tutti i problemi che pone in caso di rotture, il consigliere sottolinea che può esserci «un rischio per la salute che viene sottovalutato». Per questo all’azienda si chiede di capire quanti sono i chilometri realizzati con quel materiale, come si vuol procedere per la bonifica e di far intervenire «gli organi preposti alla tutela e salvaguardia della salute dei cittadini per i relativi controlli». «I Comuni che detengono la maggioranza – conclude – debbono fare la loro parte di controllo e tutela».

La risposta A stretto giro è arrivata la risposta di Umbra Acque che, oltre a ricordare i controlli che vengono fatti sull’acqua e gli accorgimenti adottati dai lavoratori che si occupano di bonifiche, sottolinea che «la percentuale di tubazioni di cemento amianto sulla rete idrica di Umbra Acque è modesta: mediamente meno del 5 per cento di tale materiale, che hanno priorità nel piano delle sostituzioni (circa 5 chilometri all’anno). Relativamente al Comune di Piegaro, i 72,3 km di rete idrica risultano cosi costituiti: 14,3 km in acciaio, 54,3 km in polietilene, 3,7 km in materiale da censire; conseguentemente non si può escludere, per massima prudenza e onestà rappresentativa, la presenza di amianto su questa porzione minima della rete idrica che serve Piegaro. Per quanto concerne gli utenti, non c’è nessuna evidenza che le fibre di amianto siano dannose nella fase di digestione; inoltre, essendo le tubazioni interrate, la dispersione di polveri di fibra di amianto non è tecnicamente possibile!».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.