«Una città che investe sulla coesione sociale, nei servizi, nella cura degli spazi pubblici, nelle persone. Una città che guarda al futuro senza dimenticare le fragilità, che prova a tenere insieme sviluppo e giustizia sociale, responsabilità e visione». Con queste parole, affidate a un messaggio letto in aula per l’assenza dovuta a motivi di salute, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha accompagnato l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Perugia. Il documento è stato approvato lunedì dal Consiglio comunale con 20 voti favorevoli e 5 contrari.

Sostenibilità e tutela Il bilancio, come illustrato dall’assessora Alessandra Sartore, conferma secondo Palazzo dei Priori un’impostazione improntata alla sostenibilità finanziaria e alla tutela dei cittadini. Per il 2026 sono previste spese correnti per 224,7 milioni di euro e spese per investimenti per 44,7 milioni, con un totale generale di circa 395,8 milioni. Per l’intero triennio non sono previsti aumenti delle aliquote dei tributi comunali: Imu, addizionale Irpef e Tari restano ai livelli attuali (per le prime due si tratta già del massimo consentito dalla legge), con l’obiettivo di garantire stabilità ai contribuenti in una fase segnata dall’aumento dei costi dei servizi e del personale.

Tari Sul fronte della Tari, in attesa della validazione del Piano economico finanziario 2026-2029, l’amministrazione ha ribadito che procederà con una revisione del regolamento comunale per ampliare, attraverso l’innalzamento delle soglie Isee, la platea delle famiglie che potranno accedere a esenzioni e agevolazioni. Il bilancio prevede inoltre il mantenimento dei servizi essenziali, con particolare attenzione ai servizi alla persona, all’offerta educativa e alle attività sociali, senza incidere sulla fiscalità locale grazie anche al contributo del Fondo di solidarietà comunale.

Investimenti Accanto alla parte corrente, è stata presentata la programmazione degli investimenti e delle opere pubbliche. Nel 2026 sono previsti interventi significativi su viabilità e mobilità, con risorse per la riqualificazione di strade e marciapiedi, il rifacimento della segnaletica e lo sviluppo della mobilità sostenibile. Tra le opere principali figurano il recupero del teatro Turreno, interventi di Agenda urbana in diversi quartieri della città, la manutenzione del patrimonio arboreo, lavori sull’edilizia scolastica, sugli impianti sportivi e sul sistema ambientale. Prosegue anche la riduzione del debito comunale, con un livello di indebitamento giudicato pienamente sostenibile e in calo rispetto agli anni precedenti.

Sartore Nel suo intervento conclusivo, l’assessora Sartore ha sottolineato che «il Bilancio 2026–2028 conferma un’impostazione rigorosa e prudente: nessun incremento della pressione fiscale, salvaguardia dei servizi e attenzione alle fasce economicamente più fragili», ribadendo la volontà di una gestione attenta ma orientata al futuro della città. Sul fronte dell’evasione, il Comune punta a incassare nel 2026 8,4 milioni, dei quali ben 6,5 riguardano l’Imu, 700mila euro la Tari e 1,2 milioni il canone unico.

Emendamenti Durante la seduta sono stati esaminati cinque emendamenti: quattro, presentati dalla sindaca, sono stati approvati e riguardano tra l’altro progetti per la sicurezza nelle scuole, la vita indipendente e variazioni tecniche di bilancio; respinto invece l’emendamento proposto dal consigliere Edoardo Gentili relativo all’esenzione tari per alcune categorie.

Il dibattito Nel corso del dibattito, andato avanti per quattro ore, la maggioranza ha rivendicato il carattere politico del bilancio, sottolineando l’attenzione alle fragilità sociali, agli investimenti su scuola, manutenzioni, verde pubblico e sicurezza, oltre alla volontà di dare continuità ai servizi in un quadro finanziario ritenuto solido. Più interventi hanno rimarcato come il documento rappresenti una previsione prudente, suscettibile di aggiustamenti attraverso gli assestamenti, ma già orientata a una chiara direzione di governo della città.

La minoranza Dall’opposizione sono invece arrivate critiche sulla riduzione di alcune voci di spesa, in particolare nel sociale, sulla dipendenza da entrate considerate variabili e sulla consistenza delle risorse destinate a infrastrutture, manutenzioni e cultura. Alcuni consiglieri hanno riconosciuto la correttezza del metodo di lavoro dell’assessora al Bilancio, pur ribadendo una valutazione complessivamente negativa sull’impatto della manovra, giudicata insufficiente a imprimere un reale cambiamento. Il confronto si è chiuso con le dichiarazioni di voto e l’approvazione finale del bilancio.

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