di Daniele Bovi
Grande è la confusione sotto il cielo del centrosinistra perugino. Dopo quasi cinque ore di riunione infatti, domenica all’ora di pranzo Pd, Psi, Prc, SeL, Pdci, Idv e Centro democratico vergano un comunicato congiunto in cui si dicono in sostanza due cose: che la coalizione ancora non c’è, perché le questioni programmatiche sono da approfondire, e che il Pd terrà comunque le sue primarie domenica. A dimostrazione della confusione e della voglia di ognuno di accreditare la propria versione, c’è il fatto che nel pomeriggio ne circolino di differenti. Alla riunione tutta l’ala sinistra della costituenda coalizione era arrivata con spirito baldanzoso per chiedere che l’appuntamento di domenica prossima venga rimandato alla fine di marzo e, da questa parte, si grida infatti vittoria perché il Pd avrebbe deciso di abortire le primarie di domenica.
Pd: si va avanti La versione che arriva da piazza della Repubblica però è differente, e parla di una volontà di tirare dritto lungo la strada tracciata dal regolamento di cui il Pd provinciale si è dotato ad inizio gennaio. Articoli e commi in cui si spiega che la data fissata per tutti i comuni è quella del 2 marzo. Sul suo profilo Facebook il segretario comunale Francesco Giacopetti spiega così la faccenda: «L’unica novità degli ultimi giorni – scrive – è che il tavolo del centrosinistra ha ritenuto di proseguire il suo percorso di confronto nel merito del programma per Perugia. Decisione che non incide in alcun modo sul percorso di partecipazione intrapreso dal Pd, che rimane saldo sui suoi proponimenti». Quindi, il match tra Anna Rita Fioroni e Wladimiro Boccali si terrà il 2 e se gli altri vorranno partecipare, prego s’accomodino.
SUL PROFILO DI FIORONI BOOM DI «MI PIACE», POI VIENE RIMOSSO
Primarie farsa E a sinistra che succede? Da questa parte, attraversata da fratture tutte interne ai partiti su nomi, strategie e accordi, si chiede più tempo affinché si arrivi ad individuare un candidato in grado di unire tutto il fronte, con i socialisti pronti a scendere in campo in caso in caso questo terzo candidato arrivi. «Le questioni politiche e programmatiche – dice Enrico Flamini, segretario provinciale del Prc – non sono ancora chiuse, ma siamo passati da posizioni reciproche fumose al merito dei problemi. Abbiamo respinto le primarie-farsa, perché ora programmi, coalizione e primarie non devono più essere elementi separabili. Riuniremo subito il coordinamento comunale del Prc e continueremo a proporre alle forze politiche e sociali di sinistra azioni comuni».
Lunedì nuovo summit Come visto però le «primarie-farsa» il Pd ha tutta l’intenzione di tenerle e da piazza della Repubblica c’è chi spiega che andrà a finire così: «Noi – dicono – terremo le nostre primarie, poi chi vince andrà al tavolo della coalizione a trattare». Che si chiamino gli elettori per l’ennesima volta alle urne pare escluso: domenica infatti sul tavolo Centro democratico ha messo lì l’idea delle doppie primarie. Prima quelle del Pd, poi quelle di coalizione. Ipotesi durata il tempo di un amen. Lunedì pomeriggio, sempre in piazza della Repubblica, nuovo incontro tra i partiti e molto conterà quello che in mattinata (appuntamento fissato alle 11) il sindaco Wladimiro Boccali dirà nella conferenza stampa in cui presenterà la sua candidatura.
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