di Daniele Bovi

Inutile e con un tocco di creatività linguistico-legislativa, tipica di un Paese caratterizzato da ipertrofia normativa e ansioso di creare sempre nuovi reati, dal sapore involontariamente comico. La commissione Affari istituzionali mercoledì ha approvato, all’unanimità, una proposta di deliberazione (originariamente presentata dal forzista Carmine Camicia e poi fatta propria dagli altri consiglieri) che modifica l’articolo 30 del regolamento di polizia urbana con lo scopo di imprimere un presunto ‘giro di vite’ a proposito dell’accattonaggio molesto. In sintesi con la modifica sarà vietato chiedere danaro agli incroci stradali, «contributi in denaro con insistenza, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto pubblico, parcheggi, sia pubblici che privati ad uso pubblico, nei parcheggi dei centri commerciali e nei pressi di luoghi di culto, cimiteri, teatri, cinema o impianti sportivi» nonché di fronte alle case.

La proposta Insomma, se per ipotesi qualcuno chiederà l’elemosina fuori da una chiesa, dovrebbero arrivare i vigili urbani. In qualunque caso poi «non si deve causare disturbo ai passanti». In più sarà vietato «l’accattonaggio effettuato con la presenza di minori o con lo sfruttamento di animali». Stando alla proposta di deliberazione consiliare, sarà vietato anche fare i lavavetri, vendere fazzoletti o accendini agli incroci e «rovistare o prelevare indumenti ovvero oggetti dai contenitori di raccolta delle Associazioni umanitarie». Poi, il tocco di ‘creatività’, con la creazione di un nuovo mestiere, finora sconosciuto ai più che al massimo, al termine «accompagnatore», associavano l’american gigolò Richard Gere: «E’ vietato, l’esercizio del mestiere “accompagnatore di carrelli della spesa”» poiché «i soggetti di cui sopra nell’esercizio di tale attività, causano reiterati disturbi ai clienti di supermercati ed esercizi pubblici, spesso degenerando in veri e propri reati previsti dal codice penale».

L’accompagnatore «L’accompagnatore», secondo quanto risulta al momento, esercita a Perugia e in altri comuni come quello veneto di Montecchio Maggiore, dove la giunta leghista (assurta agli ‘onori’ della cronaca per aver sospeso l’erogazione dei pasti ai bambini non in regola coi pagamenti) nel 2010 previde, per i «girovaghi» accompagnatori, multe da 25 a 500 euro. «Le violazioni di quanto sopraddetto – è scritto così nel nuovo articolo 30 – comporteranno sanzioni amministrative se previste». Ma che sanzione potrà mai pagare un lavavetri o un «accompagnatore di carrelli della spesa»? Il problema qui infatti non è la sacrosanta lotta allo sfruttamento dei più deboli, siano essi minori o immigrati senza uno straccio di diritto, ma intasare l’ordinamento con regole inutili e ridondanti. Ridondanti per due ordini di motivi: l’attuale articolo 30 già vieta il «raccogliere elemosine in modo invasivo, ovvero con comportamenti insistenti o molesti od offensivi» e così via; quanto alle molestie poi, tutto è già abbondantemente scritto dall’articolo 660 del codice penale e da tutta la giurisprudenza che intorno ad esso si è sviluppata. Senza dimenticare il divieto di sfruttare minori (articolo 671) , l’accattonaggio molesto (attraverso l’articolo 610 sulla violenza privata) nonché l’articolo 600 a proposito della riduzione in schiavitù anche ai fini dell’accattonaggio. Insomma, è tutto scritto, tutto normato da decenni. E poi ancora: al di là dello sfruttamento, può la povertà diventare una colpa da punire?

I controlli A controllare ogni lavavetri o richiedente elemosina dovrebbe essere la polizia municipale con «controlli settimanali, serrati, mirati e finalizzati a scoraggiare fenomeni di accattonaggio di qualsiasi tipo». Il condizionale è d’obbligo perché è proprio il comandante della polizia municipale, Nicoletta Caponi, a spiegare nel parere tecnico (favorevole) a corredo della proposta che «appare non opportuno prevedere che “la polizia urbana è preposta ad effettuare settimanalmente controlli serrati” vista l’impossibilità di stabilire a priori la frequenza con la quale la polizia municipale può effettuare i controlli di competenza». Tutto ciò senza dimenticare i noti problemi relativi alla carenza di organico denunciati a più riprese dal comandante. La proposta ora, salvo ripensamenti, dovrà andare in consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.