di Daniele Bovi e Ivano Porfiri
La tavola ha al massimo nove posti, mentre fuori dalla porta del sindaco di Perugia Andrea Romizi la fila per ottenere un posto è lunga, lunghissima. In alcuni casi poi i posti sono ‘prenotati’ e questo ha finito per irritare molti degli aspiranti commensali. La partita per la formazione della giunta lunedì è entrata davvero nel vivo: nella serata tutti i rappresentanti delle liste (una dozzina di persone) si sono visti per un appuntamento a casa del consigliere regionale Fiammetta Modena, una delle registe della partita. Incontri e telefonate che dovrebbero portare, nel giro di 48-72 ore, alla formazione di una giunta dalla fortissima impronta civica.
Scontro con FI Ed è proprio questo il motivo di scontro con Forza Italia, il partito di Romizi che lunedì, con una nota del coordinatore comunale Massimo Perari, è tornato a chiedere un incontro al sindaco: «Nelle indiscrezioni di stampa – dice Perari – viene riportata una posizione di Forza Italia, in termini di presenze in giunta, minoritaria e quasi arrendevole. Smentiamo con forza e siamo certi che il sindaco vorrà dare il giusto riconoscimento al suo partito di appartenenza e alla massiccia presenza di consiglieri comunali, qualificati e di alto profilo, tra cui poter scegliere le giuste competenze ed esperienze per affidare ruoli di governo e assessorati».
Giunta civica Il problema è che Romizi, stando a fonti qualificate, non pare per nulla d’accordo con questa impostazione. Da una parte c’è l’accordo con gli ‘apparentati’ Dramane Waguè e Urbano Barelli per una giunta civica, mentre dall’altra ci sono le spinte dei partiti, sui quali è piovuta una vittoria insperata. Romizi si trova lì in mezzo con la necessità di trovare una quadra e poi dovrà governare. Per rimanere in sella, spiega chi gli sta intorno, dovrà trasformare in realtà i punti del suo programma dando risposte concrete alla città. Risultati di fronte ai quali le imboscate e il fuoco amico diverrebbero azioni politicamente difficilissime.
Incontro a casa Modena A casa di Fiammetta Modena, lunedì sera, si è discusso di questo fino a tardi. Indiscrezioni parlano di un Romizi deciso sulle sue posizioni. Ha detto che la sua giunta sarà per oltre metà civica: 5 su 9, più Barelli e Waguè e due posti ai partiti, con gli altri relegati in posizioni considerate meno ambite come la presidenza del Consiglio comunale o quella delle commissioni. Romizi ha poi ribadito il no ad Asciutti assessore e, di fronte alle lamentale, avrebbe tagliato corto: «O credete nel mio progetto oppure mi dimetto e torniamo a votare».
I nomi Per il resto, il borsino dei nomi vuole dentro Waguè e Barelli con quest’ultimo vicesindaco; al presidente dell’Ordine degli architetti Paolo Vinti l’assessorato all’Urbanistica e all’ex soprintendente Vittoria Garibaldi quello alla Cultura. In pista ci sarebbe, ma il condizionale è d’obbligo, anche Teresa Severini, moglie di quel Corrado Zaganelli che è stato per due giorni il candidato del centrodestra. A lei, secondo i rumors, toccherebbe lo Sviluppo economico e il turismo. In questo quadro, dove mancherebbero due donne, l’unico politico ‘puro’ potrebbe essere Emanuele Prisco di Fratelli d’Italia. Qualunque siano i nomi, di sicuro particolare attenzione sarà posta su Urbanistica, Cultura, Bilancio e Sviluppo economico.
Twitter @DanieleBovi
