di Daniele Bovi e Antioco Fois
Inizia con Andrea Romizi, sostenuto da Forza Italia, Ncd, Progetto Perugia, Perugia domani e Fratelli d’Italia, la serie di interviste ai sei candidati sindaco di Perugia che Umbria24 pubblicherà da oggi a domenica. Undici domande identiche per tutti su alcuni dei temi più rilevanti che riguardano il territorio perugino. In fondo alla pagina il link a tutte le altre interviste.
Ritiene possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì, in quale misura?
«È possibile ridurre la spesa corrente del 10%, circa 20 milioni di euro l’anno, senza tagliare i servizi. Di questi, la metà va destinata alla riduzione di imposte e tariffe: abolizione imposta di soggiorno (900 mila euro), abolizione Tosap passi carrabili (600 mila euro), tariffe dei servizi proporzionate al reddito e, quando tecnicamente possibile, introduzione del “quoziente familiare”. Poi analisi e proposte entro 6 mesi per riduzioni di Imu e Tasi su attività produttive e funzioni residenziali, nonché quella dell’addizionale Irpef, il tutto per circa 8,5 milioni di euro».
La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini: coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?
«Non esiste la sicurezza “percepita”, ma solo quella “dovuta” ai cittadini ed un’amministrazione comunale può molto. Il coordinamento delle forze dell’Ordine deve avvalersi di informazioni provenienti dai cittadini. Si deve costituire uno speciale nucleo operativo della polizia municipale dedicato alla sicurezza cittadina composto da 30 unità con idonee capacità di acquisizione informazioni, di investigazione, di raccordo ed anche pronto intervento. Abbiamo previsto, tra altre cose, investimenti sulla videosorveglianza pubblica e privata».
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Perugia è uno dei comuni più grandi d’Italia e spesso ci si concentra solo sul centro storico: cosa intende fare per le frazioni? Come aumentare il livello di partecipazione della cittadinanza?
«Quello di un’effettiva partecipazione è una chiave del nostro programma. Resuscitare imitazioni delle circoscrizioni non servirebbe. Ci prendiamo come impegno che ogni primo lunedì del mese il Consiglio comunale si riunirà in seduta straordinaria direttamente nei luoghi di principale riferimento territoriale della nostra Perugia, idealmente suddivisa in dodici aree, così da avere una seduta all’anno per ciascuna zona. Un anno dopo si torna sul posto e si verifica l’effettiva realizzazione degli impegni assunti».
Le due Università sono tra i più importanti ‘motori’ cittadini e stanno accusando un calo degli iscritti: cosa, concretamente, può fare il Comune per offrire servizi migliori agli studenti?
«Gli studenti universitari torneranno da tutta Italia a Perugia, invertendo la tendenza che ha visto dimezzare gli iscritti negli ultimi dieci anni (con una perdita secca stimabile in 100 milioni di euro l’anno per la nostra economia), se sapremo recuperare la nostra Perugia tutta ai migliori livelli della sua storia. Le due Università vanno recuperate ad una forte integrazione nelle politiche cittadine, nel nostro programma le proposte sono molteplici, come l’affiancamento, ai collegi universitari già esistenti, di un nuovo modello di residenza universitaria diffusa nel centro storico, utilizzando i tanti immobili -pubblici e privati – rimasti senza destinazione o utilizzo.
Qual è il suo progetto per il Mercato coperto e per gli altri spazi pubblici vuoti che ci sono in città?
«Per il Mercato coperto da sempre sosteniamo la necessità di recuperarlo alla sua migliore funzione mercatale, riqualificando la struttura e la sua offerta, soprattutto tipica per i prodotti artigianali ed agroalimentari. Per il centro storico è fondamentale riaprire contenitori culturali per riportare cinema, musica e teatro locale nella rinnovata vitalità del cuore della nostra città. Tutto il nostro territorio è ormai caratterizzato da numerosi contenitori, pubblici e privati, vuoti e dismessi. Va fatto un loro censimento e predisposto un piano di utile riuso».
L’orario di apertura e chiusura della Ztl lo giudica funzionale alle esigenze della città? Se no, come lo cambierebbe?
«L’accesso al centro storico va ripensato, partecipando le scelte future con la cittadinanza ed, in particolare, con coloro che nel centro vivono ed operano. Le ipotesi su cui confrontarci sono le seguenti: revisione della collocazione dei varchi d’entrata (ad esempio tra Piazza Italia e Via Baglioni, così da consentire il transito di autovetture alla Piazza); ipotesi di Ztl “a tempo”, permanendo l’entrata non oltre un determinato arco temporale, ad esempio 40 minuti; apertura notturna tutto l’anno sino alle 2 di notte senza distinzione tra periodo invernale ed estivo».
Il costo di parcheggi e strisce blu viene percepito come troppo elevato. Posto che il Comune non è più tra i soci di Sipa e che quindi occorre una trattativa con la società, concretamente come pensa di intervenire?
«La convenzione con Sipa su parcheggi e strisce blu pare rigida, in realtà è fondata su di un originario project financing sul quale, solo a volerlo, ci sono ottimi argomenti, non per chiedere, ma esigere una significativa revisione di tariffe evidentemente eccessive per gli utenti. Noi possiamo e vogliamo procedere in breve tempo in questa direzione».
Probabilmente entro l’estate i soci pubblici di Umbria mobilità (compreso il Comune), venderanno l’ultimo 30% di azioni a Busitalia. Per quanto riguarda quindi i trasporti cittadini, dal centro alle periferie fino alle frazioni, quali sono i 4-5 provvedimenti da adottare? La seconda linea del minimetrò sarebbe utile alla città?
«I provvedimenti non sono solo 4-5, va integralmente ripensata la convenzione con la nuova società sul trasporto pubblico. Primo obiettivo recuperare risorse, innanzitutto dalla Regione che continua a penalizzarci gravemente nella ripartizione del fondo nazionale trasporti. Vanno messi i tornelli di accesso a mezzi che devono ridurre le loro dimensioni per una migliore agilità del servizio. Vanno portate a nuova verifica tratte ed attuali percorrenze. Sul Minimetrò abbiamo previsto un vantaggioso biglietto che favorisca il suo pieno utilizzo. Per la “seconda tratta” riesco solo a comprendere la logica di un ingente investimento pubblico in una fase di crisi della nostra economia. Ma noi abbiamo già proposto il progetto della “Perugia ultradigitale”, dunque guardiamo ben oltre.
Come intende intervenire sul funzionamento della macchina burocratica comunale?
«Solo un Comune che ritrova l’orgoglio delle sue funzioni, essenziali per i suoi cittadini, è in grado di rimotivare le persone che le interpretano. Da sempre si parla di riorganizzazione della macchina comunale, ma senza una rinnovata visione di quelle funzioni, da condividere con tutti coloro che ne debbono essere parte, non si realizzano i nuovi e più efficienti modelli organizzativi che servono. Entro il primo mese di governo cittadini organizzeremo una riunione dei dipendenti comunali alla Sala dei Notari. Da lì partirà il percorso della più ampia e capillare partecipazione, interna ed esterna».
Quali sono i provvedimenti concreti per rendere Perugia, nella sua interezza, uno spazio più ‘accogliente’ per le imprese e per favorire lo sviluppo economico? Come aiutare il commercio che vive un periodo di crisi a causa della contrazione dei consumi?
«Tra le varie proposte del nostro programma, mi basta citare ancora una volta la “Perugia ultradigitale”, uno straordinario progetto di sviluppo in tutte le direzioni. Invito a leggere questa nostra prima scheda programmatica, come le altre, sul mio sito. Gli effetti di questo progetto sul versante dell’economia sarebbero subito dirompenti, Perugia al centro ed in relazione con il mondo, anche a prescindere dall’auspicata ripresa italiana. L’economia che riparte rimette in moto i consumi, servizi, artigianato e commercio su tutti. Per quest’ultimo abbiamo anche previsto una specifica scheda programmatica con un’idea semplice da realizzare, ovvero una “Piattaforma comunale per il commercio elettronico”».
Quali sono i centri di spesa dai quali si possono tagliare risorse e, eventualmente, come investirle a favore della cittadinanza? Quanto costano gli interventi proposti nel vostro programma elettorale e come pensate di finanziarli?
«Ho anticipato nella prima risposta che è ben possibile ridurre del 10% la spesa corrente. Per arrivare a questo obiettivo, naturalmente considerate delicatezza e complessità del tema, abbiamo previsto il metodo della più ampia partecipazione e condivisione e sarà affidata ad una commissione composta da tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari, supportata dai competenti uffici comunali, con audizioni ed apporti esterni che ne qualifichino analisi e scelte. 10 milioni di euro annui saranno destinati alla riduzione di imposte e tariffe e gli altri 10 finanzieranno le fondamentali scelte strategiche previste con il nostro programma»..
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