di Daniele Bovi
«Scusi ma lei chi è?». L’episodio, curioso, che un consigliere di maggioranza racconta al cronista lungo i corridoi di palazzo dei Priori è un estremizzazione esemplificativa del rapporto che c’è tra centrodestra e giunta in questi primi mesi di consiliatura. La domanda, pochi giorni fa, è stata fatta da un altro consigliere di maggioranza ad un assessore che stava entrando nella sala commissioni per partecipare ai lavori. «Non ci siamo mai messi intorno a un tavolo con la giunta» racconta sempre il consigliere, ed è anche per questo che mercoledì, dalle 16 in poi, il sindaco Andrea Romizi ha convocato insieme alla giunta tutte le forze di maggioranza per un incontro che servirà, almeno questi sono gli auspici, a confrontarsi provando così a stringere i bulloni della macchina e a stabilire un dialogo. L’appuntamento è fissato per le 16 a Villa Taticchi in quel di Ponte Pattoli, con tanto di piccolo buffet finale per fare squadra tra un aperitivo e qualche tartina.
L’incontro Della necessità di un incontro di questo tipo si era parlato nel corso della riunione di giunta di mercoledì scorso, quando in un giorno segnato dalla nervosa seduta di Prima e Seconda commissione sulla Tari, al centro del tavolo della Sala rossa sono finiti proprio i rapporti tra l’esecutivo e i partiti che l’appoggiano. Un rapporto che fin dall’inizio è stato difficile: basti pensare al travaglio delle giornate dedicate alla formazione della giunta, i cui nomi (perlopiù presi dalla cosiddetta società civile) hanno generato tensioni e malumori palpabili anche nel primo giorno di Romizi in consiglio quando la maggioranza, dove molti erano i musi lunghi, nei confronti della giunta non si è certo spellata le mani. Poche settimane dopo poi, quando Romizi e soci hanno dovuto affrontare il primo vero snodo politico di questo avvio di legislatura, ovvero il nodo tasse, per molte e lunghe ore dalle fila di Forza Italia e degli altri partiti è arrivato solo silenzio.
Dal 2006 Un nodo, quello delle tasse, che con tutta probabilità il partito di Berlusconi affronterà mercoledì al summit di maggioranza, chiedendo alla giunta un taglio a partire dal 2015. Incontri di questo tipo non sono nuovi. Negli anni scorsi una location gettonata è stata quella della Posta dei Donini a San Martino in campo: Romano Prodi la scelse nel 2006, Wladimiro Boccali (con qualche timore scaramantico da parte di qualche alleato vista la fine fatta da Prodi) nel luglio del 2009 poco dopo essersi insediato. L’ex sindaco poi, nel 2011 portò tutti i suoi assessori al castello di Monterone: una struttura scelta in modo non casuale dato che in alcune stanze il cellulare non prende e così nessuno poteva essere disturbato. Ora, invece, la scelta è caduta su Villa Taticchi.
Twitter @DanieleBovi
