di Ivano Porfiri e Antioco Fois
Niente riunione decisiva, è finita con un rinvio l’incontro fissato giovedì sera alle 21.30 nello studio di Fiammetta Modena a Porta Sole: la coalizione di centrodestra ha preso atto della necessità di altre 36 ore per chiudere sulla giunta.
Sabato alle 15 Il sindaco Andrea Romizi conta di presentarsi con la lista di governo fatta sabato alle 15, data e ora di quella che tutti sperano sia davvero la riunione decisiva. Anche perché il consiglio comunale di lunedì è ormai vicinissimo, troppo per non avere le idee chiare.
Nodi da sciogliere Romizi sta procedendo dritto per la sua strada e non vuole cedere alle richieste dei partiti, sicuro che nessuno tirerà la corda fino a strapparla in questa fase: non far nascere un governo cittadino sarebbe un vero suicidio, significherebbe bruciare la prima occasione in 60 anni di storia cittadina. Quindi insiste con il suo schema metà civico (5 elementi della società civile) e metà politico (lui, Waguè, Barelli più Prisco di Fd’I e uno tra Numerini e Scarponi). I partiti, in primis Forza Italia non digeriscono questa soluzione e il partito di Berlusconi non si accontenta di Leonardo Varasano alla guida del Consiglio comunale. Ncd, dal canto suo, chiede una delega pesante per sé: la sicurezza, facendo perno sul legame con il ministro dell’Interno Alfano. Un assessorato di peso è chiesto anche da Fratelli d’Italia.
E i civici? Ma tra i problemi di Romizi ci sarebbe anche quello di avere la disponibilità di 5 civici di spessore. Il presunto «no» di Vittoria Garibaldi ha lasciato scoperta la casella importante della Cultura in vista dello sprint per Perugia Capitale europea della cultura 2019. Basteranno 36 ore per far quadrare tutti i conti? Il giovane sindaco si gioca tutto da qui a sabato: poi lunedì quello che è stato capace di fare dovrà mostrarlo senza appello a una città che aspetta impaziente.
