Carmine Camicia (Foto Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Dall’imprenditore al giornalista, dall’infermiere all’impiegata fino al libero professionista. Perugia nel cuore, cioè la formazione che appoggerà il candidato sindaco Carmine Camicia, pubblica sul proprio sito 19 nomi della lista di candidati consiglieri. Tutti pronti a sostenere la corsa di Camicia, eletto nel 2014 tra le fila di Forza Italia, consigliere di lotta e di governo transitato nel 2015 nella Rivoluzione cristiana di Rotondi, poi tra i Conservatori e riformisti di Fitto (movimento vissuto appena un anno e mezzo tra il 2015 e il 2017) e infine tra le fila del Psi, che però è schierato con Giuliano Giubilei.

CAMICIA: «ROMIZI UNA DELUSIONE»

I nomi Nella lista compaiono i nomi di Paolo Bastianelli (imprenditore), Francesco Simone Mercuriali (amministratore di condomini), Riccarto Tomei (istruttore e personal trainer), Lorenzo Fongo (geologo), Kleareti Sinessiu (biotecnologa), Luca Cancellaro (ingegnere), Mauro Rocchi (agronomo), Milena Battaghini (impiegata), Giampiero Tamburi (pensionato e coordinatore di «Perugia: social city»), Anna Urso (libera professionista), Luca Aiello (impiegato), Paola Diarena (imprenditrice), Sabato Ariante (infermiere), Luca Camicia (libero professionista), Michele Capoccia (infermiere), Antonietta Vetriani (imprenditrice), Fabio Spaterna (imprenditore), Gabriella Suvieri e il giornalista Francesco Castellini.

PERUGIA VERSO IL RECORD DI CANDIDATI

Romizi Intanto Giubilei mette ancora una volta nel mirino il sindaco uscente Andrea Romizi e in particolare l’alleanza con la Lega; il candidato del centrosinistra come fatto durante il lancio della sua campagna elettorale spiega che il Romizi del 2014 non è quello del 2019 «perché per sperare di vincere si deve consegnare mani e piedi alla Lega, l’unico partito che ha i voti nello schieramento che lo sostiene. Diventerà cioè ostaggio di Salvini e della sua politica. La Perugia dei moderati che cinque anni fa ha scelto Romizi, se la sente oggi di regalare con i suoi voti la nostra città alla Lega? Di essere il cavallo di Troia delle politiche sovraniste e razziste del partito di Salvini?».

Pillon Nel mirino ovviamente c’è anche il senatore Pillon, uno che «vorrebbe riportare la donna al Medioevo e il Papato all’800». «Per fortuna – continua Giubilei – la Chiesa di oggi non è quella del XX Giugno che auspica il senatore leghista e ha già preso le distanze con il segretario di Stato Parolin dal congresso della famiglia sovranista di cui guarda caso Pillon è uno degli animatori. Comunque fateci caso, sono già così in imbarazzo con Pillon che su Perugia non gli fanno dire una parola. Per ora. Forse, per ora, lo hanno chiuso a chiave in cantina. Perugia gli darà la chiave per uscire?».

Twitter @DanieleBovi

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