giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:08

Perugia, Camicia si candida a sindaco ‘Con il cuore’: «Romizi doveva essere svolta, che delusione»

Il consigliere uscente sarà appoggiato dalla Dc e lancia un appello ai Socialisti: «Lasciate il partito che ha sgretolato la vostra storia»

Carmine Camicia (Foto Fabrizio Troccoli)

di Ivano Porfiri

«Romizi doveva essere la svolta per la città dopo una coalizione che governava da 50 anni e non ascoltava più, ma fin dal primo giorno mi sono accorto che qualcosa non andava e ho capito di essere scomodo da quel fuorionda in cui mi definiva ‘pericoloso’». Dopo tre consiliature con varie casacche politiche, ultimo passaggio è stata la formazione del gruppo consiliare del Psi, Carmine Camicia decide di scendere in campo in prima persona e si candida a sindaco di Perugia.

Coalizione Per farlo sceglie come nome della lista ‘Con il cuore’, lo slogan con cui ha disseminato la città di defibrillatori con il suo progetto di ‘Perugia cardioprotetta’, ma si presenta nell’aula del Consiglio comunale spalleggiato dalla Dc. La presentazione della discesa in campo, infatti, avviene al fianco del segretario politico della Dc, Angelo Sandri, e del responsabile regionale Paolo Pizziconi. «La mia candidatura – afferma Camicia – sarà appoggiata anche dalla lista Dc e dal ‘Movimento civico social city’, lasciando sempre una finestra aperta ai Socialisti, che dovrebbero finalmente lasciare quel partito che ha la responsabilità di aver esiliato il loro leader e di aver sgretolato il partito che ha fatto la storia del Paese e della nostra città».

Romizi e Giubilei «Dal 1999 quando sono entrato in quest’Aula – ha detto Camicia – ne sono sempre stato orgoglioso, cosa che non hanno fatto altri. Romizi si sarà seduto qui 4-5 volte». Il giudizio sul sindaco con cui è stato eletto cinque anni fa è impietoso. «Quella che ha governato non era una coalizione azzurra, ma rosso-azzurra, che poco si addice alla storia di questa città». Ma neppure con Giuliano Giubilei, che proprio oggi ha presentato la sua candidatura per il centrosinistra, Camicia è tenero. «Dice di voler riaccendere Perugia – attacca senza nominarlo – Oggi volevo presentarmi qui con un estintore, visto tutto quello che hanno bruciato in tanti anni al potere».

Primo punto le circoscrizioni Camicia ha già pronto il programma, mentre sulla squadra «sarò alla guida di una giunta corposa – promette – perché dobbiamo rappresentare 170 mila persone e dare voce a tutti». Il primo atto da sindaco? «Riattivare le circoscrizioni, perché in questi anni hanno smantellato tutto, a partire dal cantiere comunale e infatti la città è lasciata a se stessa. Anche il servizio di riscossione esternalizzato è stato un grave errore».

Tra abolizioni e promesse Per Camicia «la rinascita della città può avvenire solo riorganizzando la macchina comunale, ripristinando assessorati come Sport, Sicurezza, Lavoro, Sanità. Tra i punti salienti anche la vendita del minimetrò e l’abolizione dei semafori muniti di telecamere sostituendoli con «impianti semaforici di ultima generazione». Tra le cose da abolire anche gli ausiliari del traffico, ma dotando la municipale di almeno altre 50 unità.

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