di Dan.Bo.
Il nervosismo dei forzisti perugini si è manifestato poche ore dopo la chiusura delle urne, una volta visto il magro risultato del partito (inchiodato all’8 per cento) e il numero di preferenze prese da alcuni candidati, in primis quelle di Marco Squarta, Fratelli d’Italia, eletto in consiglio regionale. Dietro la sua affermazione, almeno per quanto riguarda il capoluogo, oltre alla manina dell’assessore Emanuele Prisco (FdI), e fin qui niente di male, i forzisti vedono quella del sindaco Andrea Romizi. Anche lui, spiegano, ha fatto campagna per Squarta penalizzando così il risultato del partito.
PERUGIA, IL VOTO QUARTIERE PER QUARTIERE
Forza Silvio In molti schiumano rabbia, prefigurano conseguenze in consiglio comunale e avanzano ipotesi di «rimpasto» e «verifiche», riti che cozzano con l’immagine fresca e nuova del sindaco che ha strappato per la prima volta palazzo dei Priori al centrosinistra. Contro Romizi giovedì si scagliano anche un club «Forza Silvio», quello di Perugia. A bruciare è la vittoria di Catiuscia Marini nel capoluogo, anche se per un pugno di voti (550), e il fatto che sempre per un niente non è scattato il secondo seggio forzista, proprio a Perugia. Ecco perciò che l’appoggio di Romizi a Squarta, «non smentito», fa inviperire i forzisti perugini.
GRAFICO INTERATTIVO: PREFERENZE COMUNE PER COMUNE
Giunta radical chic Bordate arrivano anche per quanto riguarda la giunta: «La scelta di una giunta radical chic – scrive il club “Perugia viva” – si è dimostrata alla lunga errata politicamente, perché se contemporaneamente si fosse scelto anche per la crescita politica e partitica oggi ci troveremmo con un Governo della Regione di centro destra». Insomma, serve «una seria riflessione alla quale far seguire azioni produttive per Forza Italia». Pochi metri più in là, da palazzo Cesaroni, sede del consiglio regionale, Claudio Ricci chiede coesione.
Ricci Il sindaco rivendica il risultato ottenuto e promette che farà una «opposizione chiara, incisiva e sui progetti alternativi al governo regionale». Ricci rimarrà sotto le insegne della lista «Ricci presidente» ma «sin da subito, comincerò a lavorare in Umbria (e mi auguro a livello nazionale) per la costruzione del partito dei moderati italiani, una prospettiva richiamata da molti, in questi giorni, e anche da Silvio Berlusconi durante il suo intervento al teatro Lyrick di Assisi».
Twitter @DanieleBovi
